Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

In base a una ricerca che sta facendo il giro del mondo, pubblicata in Italia da un quotidiano locale, si è scoperto che gli acari amano frequentare in assoluto… il talamo nuziale
Non fosse altro perché le notizie circolavano con minore facilità di oggi, gli antichi, che pure la sapevano lunga, erano (senza offesa!) certamente più ignoranti di noi. Tuttavia, ciò non impediva loro di viver lo stesso felici e contenti.
Noi, che abbiamo la fortuna (bah!) di vivere in questo mondo moderno, siamo invece letteralmente bombardati da caterve di notizie di ogni genere con la conseguenza di non correre il rischio di restare ignoranti come un tempo. Questa constatazione però non deve portare a concludere che abbiamo raggiunto un maggior grado di felicità e contentezza. Personalmente, anzi, mi capita spesso d'imbattermi in notizie capacissime di togliere il sonno persino a un ghiro. E se qualcuno ne vuole un esempio, eccolo servito.
"La Gazzetta del Mezzogiorno" dello scorso 3 aprile ha pubblicato un articolo, dedicato alle dermatiti e alle asme. E fin qui "prosit" per quel che mi concerne perché, non soffrendo di questi due malanni, non mi sarei neanche curato d'andarmene a sciroppare il contenuto.
Ad indurmi invece in tentazione è stata la malizia del suo titolo, che suonava così: "Due milioni di acari preferiscono dormire nel letto matrimoniale".
Cavolo – mi son detto – è mai possibile che il letto di casa sia così frequentato?
Non solo: ma che nessuno se ne sia accorto finora?
E poi, perché mai quei due milioni di bestiacce toccatemi in sorte "preferiscono" schiacciare un pisolino giusto nel mio letto, anziché andare a "moriammazzati" sul sofà o sul divanetto del soggiorno?
Sperando di saperne di più, ho dato quindi una scorsa al contenuto dell'articolo. Ho appreso allora in primo luogo che questi artropodi sarebbero "lunghi pochi decimi di millimetro". Circostanza, questa, già capace di suscitarmi una certa apprensione. Essendo infatti ogni letto matrimoniale lungo mediamente un paio di metri scarsi, c'è da arguire che l'affollamento per centimetri quadrati sicuramente raggiungerà livelli di guardia pari a quelli di Spaccanapoli quando c'è il presepe..
Per giunta, per quanto mi riguarda, sapere d'aver attorno tutta questa (poco) allegra compagnia ogni volta che mi vado a stravaccare sul materasso non serve certo a conciliarmi granché il sonno. Mettete poi il caso che uno, cedendo alle tentazioni della carne, si voglia concedere qualche momento di "svago" con il partner. Il poveraccio avrebbe poco da scialare con tutti quei maledetti guardoni lì intorno! Insomma, roba da far passare persino la voglia di cominciare a darsi da fare.
Ma non finisce qui. Quasi che questa intrusione delle frotte di mostriciattoli nel talamo coniugale non bastasse a seminare il panico tra gaudenti e dormiglioni, ecco giungere il classico colpo di grazia. Con una tranquillità che rasenta il cinismo più baro, l'articolo in esame specificava nel dettaglio le modalità con cui questi parassiti "sensibilizzano il soggetto" (identificabile nello sventurato fruitore del proprio giaciglio).
Sapete come le immonde bestiacce attuano questa loro azione "sensibilizzatrice"? Sparando ogni giorno un numero di "pallottole fecali" che oscilla tra le 4 e le 60!
In pratica, una sorta di mitragliamento aereo da far invidia ai bombardamenti a tappeto americani.
Un rapidissimo calcolo, ottenuto moltiplicando queste cifre per i famosi due milioni di rompiscatole che "preferiscono" annidarsi tra le lenzuola, mi ha fatto capire che il mio povero letto era stato trasformato alla chetichella in una bella cloaca. Sicché, più acconciamente, sarebbe stato quasi il caso di sistemarlo nella stanza da bagno, anziché dove sta adesso.
Comunque, quel che mi ha fatto davvero incazzare è che, dopo essersi auto-invitati tra le mie coltri, questi luridi sporcaccioni si prendano pure il lusso di… farmela addosso.
Affronto quest'ultimo che non son riuscito proprio a digerire. E perciò, armato di penna e calamaio, ho deciso di esprimere la mia riprovazione per l'accaduto scrivendo queste vibrate note di protesta. Alla fine, però, siccome la rabbia non mi sbollisce ancora, sto meditando di presentare pure una denunzia davanti al Garante della "privacy". Chissà che almeno lui non riesca a metterci una pezza!
Felicità
"Vissero infelici perché costava meno" (Leo Longanesi)




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