Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

La mutanda è servita


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A Parigi dal 2003 esiste la biancheria "gustosa", si tratta di lingerie commestibile. Magari in futuro anche i ristoranti chic proporranno nei menù delle squisite mutande 

Non avendo certo tempo o voglia di seguire le tendenze della moda, abbiamo appreso solo oggi che il Salone internazionale della lingérie di Parigi ha lanciato sin dal 2003 un tipo di mutandine, che meritano alla lettera l'appellativo "gustose". Trattasi d'un capo di biancheria intima, sicuramente adatta – è il caso di dirlo – ai palati dei buongustai del sesso non tanto per la sua flagranza (e fin qui passi), quanto per il suo sapore.

Sì, avete letto bene: sapore, che tra l'altro corrisponderebbe a quello del cocco (si raccomanda di leggere con due "o", evitando rigorosamente le "a"). Insomma, roba che sarebbe ottima da succhiare e persino da mangiare, almeno a sentire il bel tipo che l'ha creata. Il quale – detto tra noi – deve aver le idee un po' confuse, se pensa che nel bel mezzo delle acrobazie amatorie si stia a sognare di farsi invece uno spuntino. Va da sé che siamo in presenza di una delle tantissime insulsaggini, per le quali la nostra epoca sarà ricordata dai posteri come la più cretina di tutte. Ma di riflesso la notiziola ci consente almeno di ricamarci un po' su.

La prima considerazione che viene alla mente è che non ci troviamo di fronte alla solita cosa "usa e getta". Ché, anzi, potrebbe tutt'al più considerarsi un oggetto "usa e… rigetta". Non sappiamo poi se, in questo triennio, le mutande mangerecce abbiano fatto proseliti in numero maggiore o inferiore a quello – tanto per restare in tema – dei fans di quel tizio che appare spesso a Striscia la notizia col soprannome d'Er Mutanda. Ci consta solo che ad un poveraccio, mentre strappava a morsi l'indumento di dosso alla compagna, è andato di traverso qualche filo di troppo tanto da restarci secco. Ma, a parte questo incidente di percorso dovuto all'ingordigia, è più che probabile che l'idiozia ormai imperante faccia sì che prima o poi il bodyfashion in parola venga fuori dall'intimità delle alcove, per essere regolarmente consumato alla luce del sole.

mutanda thumb La mutanda è servitaE già immaginiamo stuoli di ristoratori intenti a rielaborare il classico Mutatis mutandis, che nel menu potrebbe diventare un Degustatis mutandis o uno Spulpatis mutandis a seconda del livello più o meno casereccio della trattoria. Naturalmente, ogni chef avrebbe modo di sbizzarrirsi inserendo magari, tra penne all'arrabbiata e rigatoni alla puttanesca, dei succulenti mutandoni ripieni di ricotta e spinaci oppure servendo come dessert qualche slip al cacao naturale. E, alla lunga, ogni fast food che si rispetti finirebbe sicuramente per vendere montagne di mutande col culatello, che almeno rispetto all'hamburger presenterebbero il vantaggio che contenitore e contenuto sarebbero fatti apposta l'uno per l'altro.

E che dire dell'impatto sul linguaggio degli innamorati? Ad esempio il fatidico "Ti mangerei di baci" assumerebbe un significato diretto non più alla persona del partner, ma all'intimo che indossa. E ciò, senza trascurare i riflessi sui classici musicali di tutti i tempi, che potrebbero esser riletti in chiave moderna. Tanto per dirne una, il melodramma di Aubert La muta di Portici potrebbe esser tranquillamente ribattezzato La mutanda di Portici, mentre la canzonetta degli anni settanta di Gigliola Cinquetti Una rosa di sera non diventa mai nera potrebbe sostituire senza drammi il fiore con la mutanda e il gioco sarebbe fatto.

E non solo i titoli, ma anche le parole assumerebbero un diverso significato, come può far intuire già quel panaro chino chino d'una celebre melodia napoletana. Per ora, comunque, le mutande in esame restano appannaggio esclusivo dei negozi di sexy shop, dove le esigenze del particolarissimo tipo di clientela potranno consentire ai singoli modellini un salto di qualità: pannolini per i pedofili o pannoloni per i gerontofili, mentre il top per i feticisti potrebbe essere il perizoma usato da qualche cubista per un'intera nottata in discoteca (da ingerire preferibilmente caldo, come i cornetti).

Insomma, è nell'aria una piccola rivoluzione suscettibile di cambiare non poco i costumi della società moderna. E l'eventualità non è di poco conto. Pensate un attimo che i sanculotti francesi non si son neanche dovuti arrovellare sul problema che pongono a noi queste maledette mutande: infatti,  beati loro,  le culottes manco sapevano cosa fossero. A ben riflettere, comunque, a noi gente del Duemila c'è andata ancora bene, visto che l'idea dello slip commestibile é venuta fuori solo adesso. Se fossimo stati nel Medioevo, chi sarebbe riuscito a sgranocchiare una cintura di castità con tanto di catenaccio? Nessuno, salvo quel gran disgraziato del conte Ugolino!

* Dirigente del Giudice di Pace di Bari

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