Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

Lo yorkshire e il marito bue


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Lo yorkshire e il marito bue

Alcuni millenni or sono, uno stretto parente del lupo pensò ch’era tempo di saltare il fossato. Stanco d’essere perseguitato da cacciatori ed agricoltori d’ogni latitudine, decise che era preferibile farseli amici. Divenne perciò cane da caccia, da tartufo o da compagnia, a seconda dei padroni che serviva. In particolare, col tempo, finì per specializzarsi nella guardia, ma senza pretendere lo straordinario. E fin qui, “prosit”.

Giunti ora al terzo millennio, ci sembra giunto il momento di tirar le somme. Naturalmente, sul fatto che il furbacchione abbia compiuto il gran passo per questioni di convenienza non ci piove. Ma, per farsi ben volere, cosa s’è andato a inventare? Appena ti vede, la prima cosa che fa ancor oggi è quella di mettersi a scodinzolare, per mostrarti tutta la sua gioia. Certo, ce n’è ancora qualcuno un po’ tardo di comprendonio, che invece ti corre dietro ringhiando. Ma si tratta di una frangia di… cani sciolti, che non fa testo essendo fuori dall’arco costituzionale. Il più delle volte, poi, l’amico Fritz arriva a slinguarti neanche fossi un cono gelato. In tal modo, mentre tu ti bei per il bel gesto di devozione, lui ti trasmette intanto qualche strana malattia presa per strada. Ma che vuoi che sia?

Va aggiunto poi che il cane sembra persino inebriarsi delle tue puzze corporali. Non ne esiste infatti uno che si lasci sfuggir l’occasione d’annusarti, appena gli giungi a tiro. E non è tutto, ché appena i padroni rientrano a casa lui gli salta giocosamente addosso. Ad onor del vero, talvolta quest’ultimo comportamento pecca d’eccesso di zelo. Intendiamo alludere al caso, in cui il maschio scambia maldestramente la tua gamba per una cagnetta e tenta un accoppiamento, destinato fortunatamente all’insuccesso. Ma, diamine, diranno gli animalisti, si tratta in fondo di animaletti privi di raziocinio! È quindi evidente che per loro vale unicamente il detto che “ogni lasciata è perduta”. Il che è come dire che “tutto fa brodo” (specie se di gallina). E, dunque, “prosit” di nuovo.

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Quella zoccola della padrona

In cambio di tanto affetto, il cane chiede solo un trattamento minimo, quasi da barbone (e non per nulla ce n’è in giro un tipo chiamato… barboncino!). Il nostro “amico” s’accontenta in sostanza d’un tozzo di pane raffermo. E, quando non se lo sgranocchia subito, se lo va a nascondere manco fosse il tesoro del pirata Barbanera. Certo, a ben vedere, si tratta di un indubbio esempio di previdenza, che dà qualche punto agli uomini spendaccioni! Pensate che in qualche caso poi questa bestia arriva ad umanizzarsi. Finisce cioè per considerarsi tale e quale a chi lo tiene con sé, magari trattandolo come un figlio. E perciò, alla pari di ogni figlio, non solo si fa mantenere a sbafo, ma pretende pure le dovute coccole. Ciò gli permette d’approfittare del suo “status”, perché si va stravaccando ovunque. In tal caso, predilige letti, divani e poltrone e disdegna la propria cuccia. Ultimo rilievo: mentre tu stai a tavola, eccolo assumere un’aria da perfetto morto di fame, che ti manda di traverso ogni boccone. Inevitabilmente, quindi, il dritto finisce sempre per rimediarci qualcosa tanto che, se ti distrai un attimo, è pure capace di soffiarti la pietanza dal piatto.

Ad onta di questi difettucci, tuttavia, non può negarsi che il cane s’è davvero guadagnato sul campo la fama di “miglior amico dell’uomo”. Però, come la mettiamo con la donna? Sarà pure per lei “il miglior amico” suo? Mah, a leggere notizie, c’è da dubitarne seriamente! Vedi un recentissimo caso riguardante uno “yorkshire” siculo. Come fu e come non fu, un giorno è accaduto ad un’attraente mogliettina di Gela di farsi l’amante. Naturalmente, per non farsi beccare, aveva a portata di mano la solita scusa classica: il cinema con le amiche. Ma, alla lunga, non poteva certo continuare ad andare al cinematografo tutti i santi momenti! Dovendo quindi cambiar strategia per potersela filar senza problemi, un bel dì ha finto di portare il cagnolino a spasso. E, invece, a spassarsela andava lei.

Giunta davanti al “fast-food” del suo amante, ha legato la bestiola davanti all’esercizio commerciale e s’è imbucata nel retrobottega. Il suo innamorato ha quindi abbassato a metà la saracinesca e l’ha raggiunta, per coglierne le grazie. Si sa che in certe cose il tempo passa e uno manco se n’accorge. Sicché, tra una moina e l’altra, i due in pratica hanno… fatto notte. A quel punto, è successo quello che non t’aspetti. Quando il marito s’è ritirato dal lavoro, ad attenderlo non c’era la solita tavola pronta. Cerca qua, cerca là, l’uomo non ha rinvenuto nulla di pronto. S’è messo quindi ad aspettare con la santa pazienza il rientro della “dolce metà”. Diceva una vecchia canzone: “Aspetta e spera, ché già l’ora s’avvicina”. Ma, dopo un’inutile attesa, il poveraccio ha capito che l’ora non s’avvicinava affatto. A quel punto, per calmare i morsi della fame, è sceso a comprarsi qualche stuzzichino.

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Cosa non si fa per campare

Messosi quindi in giro, è finito casualmente dalle parti del “fastfood” dove stavano i due amanti. A quel punto il suo “yorkshire”, avvertitane la presenza, s’è messo ad abbaiare come un matto. L’uomo si è quindi avvicinato alla bestia. Sorpreso, ha sollevato allora la saracinesca per chiedere al gestore se avesse notizie della sua signora. Ma, appena è entrato, ha colto in… fallo la fedifraga, rimanendo letteralmente gelato (non per niente, era di Gela). La sua ira s’è allora abbattuta sotto forma di cazzotti sul misero partner di lei. In preda alla rabbia, il cornuto ha poi sfasciato mezzo locale (presumibilmente a cornate). Conclusione: il barista è finito all’ospedale a meditare che tra moglie e marito non va messo né il dito, né… altro.

La pruriginosa mogliettina, dal canto suo, ha cercato di accampare la prima scusa venutale in testa. S’è infatti inventata lì per lì certe fantomatiche amiche, che l’avrebbero fatta ubriacare, consentendo così a quel bellimbusto del barista di profittarne. Il marito però non s’è bevuta questa fantasiosa “bevuta” e ha deciso su due piedi di divorziare. Insomma, un vero quarantotto. E tutto a causa di un minuscolo cagnetto. Non si sa come andrà il seguito, ma di sicuro la donna starà maledicendo con tutte le forze quel rompiscatole a quattro zampe. Ma vatti un po’ a fidar degli “amici”, specie se si chiamano Fido!

 

L’autore è dirigente del Giudice di Pace di Bari




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