Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Si diffonde a macchia d'olio, in tutta Italia, la moda delle contavvenzione per sosta in zone ad alta… "densità puttanesca"! Come andrà a finire?
Sul numero otto de lo Stivale Bucato abbiamo trattato, sia
pure scherzandoci sopra, lo scottante argomento della prostituzione stradale.
L'articolo, intitolato "Chi si ferma è perduto!", sfotticchiava il sindaco di Sarzana
per aver voluto inserire, nei verbali per divieto di sosta notificati a casa
dei contravventori, la postilla che trattavasi di multe redatte in zona cittadina
ad alta densità puttanesca. Neanche se quest'ultimo elemento fosse un
accessorio previsto dalla legge, per poter elevare contravvenzioni di tal
genere!
Ma evidentemente l'esempio deve
aver fatto via via proseliti, perché da allora anche altri sindaci hanno
pensato bene di aggiungere alle loro solite "gatte da pelare" anche le… "sorcine"
che ogni sera battono instancabilmente marciapiedi, lungomari, viottoli e
tangenziali.
A venir fuori per primo è stato
il sindaco di Padova, che un bel dì ha deciso di stangare "per intralcio alla
circolazione" gli automobilisti sorpresi a trattare con le lucciole. Inutile dire
che il gesto ha scatenato un mezzo casotto tra le forze della sua coalizione.
Successivamente, è arrivato il
turno del primo cittadino di Bari Michele Emiliano, che al memorial day del SAP si è fatto promotore dell'idea di far
diventare reato la prostituzione. Ha anche aggiunto di infischiarsene dell'immancabile
"finimondo" che, a detta sua, ne sarebbe seguito in sede parlamentare e che, a
detta nostra, avrebbe fatto meglio ad appellare col nome più consono di
"casino". La proposta ha persino fatto nascere per qualche giorno sulla Gazzetta del Mezzogiorno una rubrichetta
dei lettori, i quali, per la cronaca, si sono pronunziati per un ritorno in
grande stile delle case chiuse, manifestando così una nostalgia di fondo che
evidentemente non dev'essersi mai sopita.
È giunto infine il turno del
sindaco trevigiano di San Fior, tale Cesare De Marin. Egli vorrebbe comprare spazi
sui quotidiani locali per pubblicare le foto dei clienti beccati in flagrante,
e cioè nell'atto di stipulare il classico contratto orale (nessuna allusione!)
di meretricio. Nella lotta al più antico mestiere umano, questa iniziativa
segna un ulteriore passo avanti (o indietro, a seconda dei punti di vista) rispetto
a quello del sindaco di Sarzana. Quest'ultimo per lo meno s'era preoccupato di
salvaguardare l'immagine esterna dello sporcaccione, macchiandone al limite
solo la fedina coniugale nell'ambito domestico. Di più, in questa crociata si
verrebbero a spendere in un modo un po' discutibile i quattrini di tutti i
contribuenti, compresi quelli che non vanno a puttane e che ci vedrebbero però andare
i propri soldi.
Forse l'unico aspetto condivisibile
potrebbe essere quello di aver pensato di limitare gli oneri di spesa alla sola
stampa del circondario. E, del resto, a che pro mettere le foto su qualche
giornale a diffusione più ampia, visto che in fondo a noi terroni cosa volete
che ce ne possa fregare mai, se il ragionier Brambilla se ne va a rimorchiare dalle
sue parti qualche femme de mauvaise vie (traduci,
meno poeticamente, donnaccia o, più
prosaicamente, bagascia)? L'importante
è che si colpisca l'immagine del reo là dove lo conoscono un po' tutti.
Per il momento, ci ripromettiamo
di tenere sotto controllo l'intera questione. Aspettando quindi al varco
qualche altra soluzione del… piffero, destinata come al solito a non risolvere
un… tubo (prego notare la delicatezza dei termini scelti in luogo di quello che
veniva più spontaneo).
Intanto, ci preme ricordare che le
tentazioni della carne risalgono ai tempi dell'Eden biblico, come insegna il
noto episodio della mela con cui il serpente scatenò quel popò di pandemonio
che ancor oggi ci costringe ad andare raminghi in questa valle di lacrime.
Episodio, a proposito del quale nessuno s'è mai preso la briga di chiarire le
ragioni per cui Lucifero abbia scelto proprio tale frutto fatale. Che avesse scoperto
che Adamo era diabetico? Mah!
È però altrettanto certo che da
tempo immemorabile si dice pure che "una mela al giorno toglie il medico di
torno". Ma l'ultimo caso di San Fior ci costringerà adesso ad aggiornare il
proverbio. C'è infatti il rischio che ogni abitué
d'amplessi mercenari, una volta sputtanato sulla stampa per aver addentato
la mela peccaminosa, anziché veder sparire il medico di torno se lo veda spuntare
davanti al capezzale. Per curargli ovviamente tutti i postumi delle mazzate
ricevute dalla moglie.
Eiaculazione
"Per un eiaculatore precoce, andare in un albergo a ore è pura presunzione?" (Anonimo)




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