Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

Sotto l’impermeabile…


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Sotto l’impermeabile… niente!

La timidezza è una brutta bestia, che certe volte prende strade decisamente inconsuete. C’è infatti chi arriva a pensare di nasconderla addirittura a se stesso. Tuttavia, in qualche caso, quasi per una forma di compensazione, costui va a mostrare ad altri la parte più intima di sé (che vi lasciamo immaginare quale sia). Generalmente, l’uomo che soffre di questa sorta di mania attua rituali sostanzialmente identici. Giunge a ridosso dell’ignara vittima, dopo di che ama aprire di colpo l’impermeabile sotto il quale nasconde la sua nudità. A quel punto, il gioco è fatto. Alla poveretta non resta allora che gridare o svenire, mentre lui se la svigna felice e contento.

Ma sentite un po’ cosa capitò nel paese di Vattelapesca a questa sorta di Pierino un po’ cresciuto. Un bel dì, il nostro esibizionista pedinò una signora fino all’ascensore. Immediatamente accarezzò l’idea di entrarvi pure lui. Pensò che, una volta dentro la cabina, sarebbe passato tosto alla parte più scabrosa del programma. Detto fatto, prese lo slancio, ma per sua iattura calcolò male il tempo. Infatti, le porte automatiche si chiusero un attimo prima che lui entrasse. Mi correggo: un attimo prima che lui entrasse per intero. Il poveraccio fece in tempo a tirare indietro solo il capo, salvando così il suo naso dallo schiacciamento. Non riuscì però ad attuare la stessa manovra con l’altra parte del corpo che, impaziente, lo… precedeva di un palmo.

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Cosa c’è di più soddisfacente… di mostrare il salsicciotto?

Risultato? Il classico “effetto schiaccianoci” nell’inesorabile morsa delle due porte, serratesi come ganasce sulle noccioline! L’incidente gli sconsigliò per il futuro gli approcci in case munite di ascensore, ma non lo scoraggiò. Scelse allora di bazzicare gli ombrosi androni di qualche antico caseggiato. Individuatone uno che gli sembrava adatto alla bisogna, si acquattò dietro un pilastro ed attese la sventurata di turno. Ed ecco l’inconfondibile ticchettio dei tacchi a spillo sul pavimento a preannunziare l’arrivo di una donzella. Di colpo, il maniaco le si materializzò davanti, pronto a sguinzagliare la “bestia” attraverso l’apertura degli abiti. Purtroppo ignorava che la signora, avendo fatto compere per l’intera settimana, aveva citofonato per farsi aiutare a portar su la spesa. Inutile dire che l’omaccione, che arrivò giù dalle scale, non provò lo stesso tipo di spavento che in genere prendeva le spettatrici dello “spettacolo” offerto dal pervertito. Non ci fu quartiere per lo sciagurato, chiuso tra il muro dove s’era appostato e l’energumeno che lo scazzottava. Secondo risultato? Due occhi neri da far invidia alla cieca di Sorrento.

Obbligato a studiare una nuova strategia, l’esibizionista pensò alla fine che un giardinetto poco frequentato fosse l’ideale, perché all’occorrenza gli avrebbe agevolato la fuga. Trovatone uno, si appostò dietro un cespuglio e attese finché non apparve una signorina che portava a passeggio il cane. L’occasione sembrava propizia, non essendoci in giro anima viva. Il maniaco scattò allora come un incursore dalla trincea. Ma più rapido di lui fu il cagnaccio, che evidentemente aveva scambiato per un salsicciotto l’aggeggio che spuntava fuori dall’impermeabile. Ennesimo risultato? Dieci punti di sutura e una denunzia per molestie sessuali.

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Perché non attuare la tattica guerrigliera del mordi-e-fuggi?

Incarognito ma non domo, l’esibizionista escogitò un ennesimo colpo. Mise un’inserzione sul web, fingendosi un professionista in cerca di segretaria tuttofare. Sperava di attirar così l’ignara vittima in qualche posto tranquillo e lontano da omaccioni, cagnacci e altri imprevisti di sorta. Ricevuta infine risposta positiva da una certa Greta, le fissò il fatidico appuntamento. Il giorno prestabilito, la ricevette e, fattala accomodare, la squadrò da capo a piedi. A conclusione di quel rapido esame, la trovò semplicemente perfetta per i suoi gusti. La sconosciuta manifestava infatti un apparente imbarazzo, perché aveva sempre gli occhi bassi. Sarebbe stata perciò una vera goduria vederla arrossire sgomenta nel momento culminante. Il matto assaporò mentalmente quell’istante impagabile, che con accurata regia aveva deciso di rinviare dopo i convenevoli. Fece sì che la ragazza superasse l’iniziale imbarazzo e si mettesse completamente a suo agio. A questo punto, con falsa cortesia chiese congedo: giusto il tempo di prender dall’altra stanza gl’incartamenti dell’assunzione. Indossato in un batter d’occhio il fatidico impermeabile, riapparve di lì a poco per spalancarlo sotto gli occhi della sventurata. È noto che, compiuto quel gesto, per ogni esibizionista la faccenda si conclude lì. Con quella dimostrazione di finta virilità, infatti, egli raggiunge la classica pace dei sensi. In verità, può dirsi che per lui più di altri valga la regola “si guarda, ma non si tocca”.

A conti fatti, potrebbe dirsi che egli è uno che applica al campo sessuale la tattica guerrigliera del “mordi e fuggi”. È, in pratica, una specie di Che Guevara del sesso, ma nulla di più. Date queste premesse, quindi, era del tutto scontato che il protagonista della nostra storia considerasse a quel punto definitivamente concluso il suo “exploit” sessuale. Tuttavia, per sua ennesima sciagura, non aveva calcolato che sul web naviga la gente più stramba della terra. E non s’aspettava affatto che gli s’infilasse in casa addirittura una famelica “mangiatrice d’uomini”, in tutto degna di Messalina. Greta era infatti una ninfomane incallita, che s’era messa anch’ella a caccia di ignare prede per via telematica. E si sa che questo genere di femmine è pressoché insaziabile. Sicché, mentre lui considerava ormai conclusa la sua “performance”, per lei invece scattava il momento di dar inizio alle “ostilità”. Il poveraccio non era ovviamente preparato a fronteggiare quella furia della natura. Non ebbe comunque scampo e fece naturalmente cilecca. L’esperienza tuttavia lo segnò indelebilmente. Sapete infatti quale fu per lui il risultato (stavolta finale)di quella giornata infausta? Rinsavito di colpo, finì per farsi monaco nel Tibet. E che altro gli restava da fare, dopo quella figuraccia del c…?

 

L’autore è dirigente del Giudice di Pace di Bari




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