Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Chi sono i Tokyo Hotel? Sbarbatelli che si prendono troppo sul serio o gruppo rock di livello internazionale? La nostra critica musicale analizza il fenomeno del momento
È iniziato tutto per colpa della radio e di una stupida canzone, anzi, per dire la verità, una canzone molto carina. Ascoltandola e non riconoscendo la voce del cantante, senza l'estrema sicurezza che si trattasse di un uomo, io, che con orgoglio, prima di questo episodio, mi ritenevo un'intenditrice, ipotizzavo con l'immaginazione viso e stile dell'interprete di quel motivo che si era insinuato nelle mie orecchie.
Mossa dall'entusiasmo della musica, con un interesse che non riscontravo da tempo, mi sono messa alla ricerca del titolo del brano, del testo della canzone e per ultimo, ahimé, del nome del gruppo che la interpreta.
Proprio qui sono iniziate le mie crisi di identità! Il nome del gruppo (Tokyo Hotel) non mi diceva proprio niente, ma dopo aver visto un paio di foto ho ricollegato i visi dei componenti ad alcuni da me già visti in tv e snobbati con superiorità durante una breve intervista al Tg.
Vi descrivo la situazione: sbarbatelli appena diciottenni che si prendono un po' troppo sul serio (pensate che il gruppo all'esordio si chiamava Devilish, ossia "Diabolici"), quei tipi da foto con le facce imbronciate e gli sguardi maliziosi, quelli che sul palco si agitano ed urlano proprio come fanno il pomeriggio quando la mamma, per punizione, dà loro la Fiesta al posto della Delice a merenda.
Per non parlare del cantante… Un mocciosello truccato da Drag Queen e con i capelli da Super Sayan, ma tolti fondotinta, matita e parrucca, la sera quando va a dormire con l'orsacchiotto, in nulla differisce da una ragazzina.
Presa consapevolezza dello stato di fatto, penserete che non abbia messo molto a fare marcia indietro ed obliare, tra i segreti più nascosti, questa breve parentesi di dubbio gusto musicale… Ma non è così!
Nonostante tutte le migliori intenzioni, la radio continua a perseguitarmi e quel motivo maledetto rimbomba nella mia testa provocandomi un piacere che devasta la mia autostima e ciò che non mi era successo in adolescenza mi sta succedendo adesso… Sto diventando la fan di un gruppo di pivelli che nel mio immaginario potrebbero essere assimilati con facilità ai Lunapop di qualche anno fa.
Mi resta solo un dubbio: che ne sarà della voce quasi bianca del mio cantante preferito quando il testosterone prenderà il sopravvento? E quando questo succederà credete che io riuscirò ad accettare tale cambiamento?
Preservativo
"'Mi si bucano tutti!'. 'Per forza, ce l'hai grande come uno spillo'" (Leo Ortolani)




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