Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Sarà un luogo comune, ma è proprio vero: i giovani di oggi non sono più quelli di una volta. Tagliente denuncia della società moderna
"Stavamo meglio quando stavamo peggio" oppure "la società è
cambiata", o anche "i giovani d'oggi non sono più quelli di una volta"… In
questo modo genitori, nonni, zii ed amici di famiglia martellano i nostri
attributi nel fastidioso sottinteso che loro, alla nostra età, erano di molto
migliori di noi.
Richiamano ideali e modi ai quali non possiamo appartenere per
semplici motivi anagrafici e di continua evoluzione della storia, questo motivo
mi ha sempre dato un'ottima scusa per non sentirmi troppo toccata da quel
sottinteso.
Ma in questo periodo, bombardata dalle notizie dei TG sui numerosi
episodi di bullismo, devo constatare: inizio ad appartenere alla vecchia
generazione anche io, oppure la società è davvero cambiata e con essa anche
l'anatomia?
Vi ricordate quando, mossi dall'esempio dei film di Lino Banfi ed Edwige Fenech, si giocava a calcetto, al dottore e l'infermiera, il medico e la
paziente o, molto più romanticamente, al principe e la principessa?
Beh, ora i bimbi giocano a ben altro! Come se fosse una cosa normale, pochi giorni fa è arrivata la
notizia che tre scolaretti americani tra gli 8 ed i 9 anni, trovandosi a
giocare con una bimba di 11, che evidentemente non era brava a stare in porta,
hanno avuto un'idea ben più accattivante della solita partita a pallone!
Così riuniti, rivolgendosi alla bimbetta le hanno detto: "Baby ti
va di fare sesso?" "Sesso?" ha risposto lei, "non so giocare, ma va bene! Mi
insegnate?" Chi potrebbe negare che fosse consenziente? E portandola in un posto appartato, l'hanno stuprata.
Notevole,
non c'è dubbio, che le nuove generazioni abbiano di certo maggior intuito e fantasia
di quelle vecchie (la mia esperienza riporta alla mente diciottenni ancora
presi dalle figurine Panini). Quello che mi chiedo è: dove sono finite tutte
quelle teorie sull'età dello sviluppo? Quelle che davano una spiegazione
scientifica all'indifendibile arretratezza comportamentale dei maschietti
rispetto alle femminucce nell'adolescenza.
Come
funziona uno stupro quando lo stupratore ha 8 anni? E soprattutto, io ricordo bullette di poco
più grandi dei loro amici maschietti in grado di metterli a tacere,
schiavizzarli e farli giocare con le Barbie; dove sono finite queste mini
donne?
Attrezzi
"'È una vitaccia', disse il cacciavite" (Anonimo)




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