Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

Biografia di P-P-Silvietto


sacra famiglia berlusconi toffanin thumb Biografia di P P Silvietto

Nato sotto il segno di Papi

Manca un mesetto o poco più al lieto giorno in cui il mondo saluterà il nuovo nipotino di Silvio Berlusconi, il primo che porterà avanti il suo cognome. Parliamo ovviamente del figlio di PierSilvio e Silvia Toffanin e dopo aver ripetuto già tre volte in un rigo la parola “Silvio/a” ci saremmo pesantemente stufate… Il bello è che, secondo alcune fonti, il bimbo si chiamerà proprio Silvio Berlusconi. Oh no, direte voi, un altro piccoletto in giro con quel nome! Speriamo vivamente che i suoi genitori si sforzino di trovarne un altro… ecchecavolo, giovani, un po’ di fantasia!

La vita del piccolo Berlusconi è facile da immaginare. Nascerà in una superclinica con lenzuola di seta e non avrà nemmeno bisogno di rompere le acque alla sua mamma perché… le aprirà! Programmeranno la nascita in base agli impegni del padre e del nonno e lo faranno uscire dal pancione con il teletrasporto per non lasciare alcuna cicatrice. Poilo immergeranno nel fiume Stige come fece Teti con Achille, ma stavolta lo prenderanno per i capelli, non per il tallone, tanto si sa che per predisposizione genetica quelli prima o poi li perderà e li rimpiazzerà con degli altri transgenici che gli consentiranno comunque di mantenere la sua immortalità. E non dite che se il Papi senior sarebbe sicuramente calvo senza l’aiuto della scienza, il Papi junior invece si difende benissimo, perché se fate un po’ di attenzione potete notare che anche la criniera di PierSilvio sta via via abbandonando il suo crapino e ora sembra così folta solo grazie a una sapiente cotonatura, ma la stempiatura è già visibile e la calvizie in agguato…

Vi possiamo già dire con certezza che alcuni furbacchioni stanno già preparando un’asta su eBay per vendere i pannolini usati del pargolo, visto che come minimo dal suo reale culetto cagherà oro e argento. Per non parlare dei dentini, che invece che di latte saranno di platino. Per tutta la sua esistenza ci sarà il buon Alfonso Signorini a fargli da padrino – baby sitter – lecca piedi – carta igienica – badante, e lo difenderà dagli atti di bullismo delle figlie di Fini. Le perfide lo prenderanno in giro i primi giorni di scuola in quanto ultimo arrivato, ma poi dovranno soccombere quando il direttore dei più importanti giornali della Mondadori diffonderà la notizia che se la fanno con la Trota Bossi e con Capezzone.

Ovviamente il Berlusconino-piccino-picciò non frequenterà una scuola pubblica, ma quella di Amici di Maria De Filippi, dove Garrison Rochelle e Steve La Chance gli insegneranno l’inglese, il maestro Vessicchio a suonare tutti gli strumenti del mondo, Alessandra Celentano a essere stronzo in ogni circostanza e l’importanza di avere una caviglia magra, mentre Maria in persona lo sensibilizzerà ai casi umani al puro scopo di sfruttarli per far fare più audience alle reti di papà.

Dopo aver trascorso l’infanzia a sognare di diventare prima un vigile urbano, poi un musicista culturista (per colpa di Jurman), poi un tronista, il piccolo Berlusconi avrà un’illuminazione e deciderà di fare il giornalista come sua mamma. Subito gli verrà trovato un posto da praticante in uno dei programmi Mediaset. Visto che la Toffanin è riuscita a entrare nell’Ordine lavorando per Nonsolomoda, suo figlio farà il tirocinio a Bim Bum Bam, trasmissione che verrà appositamente ripristinata sotto la direzione responsabile del pupazzo Uan, diventando in breve tempo più seria e apprezzata di Studio Aperto.

Anche all’università ripercorrerà le orme della sua mammina e redigerà con Aldo Grasso una tesi dal titolo “I Puffi sono blu perché se fossero rossi mangerebbero i bambini e romperebbero le balle al nonno. Analisi sistematica della simbologia nei programmi per bambini e risvolti etico-politici dei cartoni animati”. Anche in questo caso sarà aiutato dal fido direttore Uan, mentre Emilio Fede sarà il correlatore, che relativamente al titolo della tesi è esperto soprattutto in “balle” e in “nonno” (perché il nonno è quello lì…).

Verso i trent’anni affiancherà Silvio Senior, nel frattempo diventato capo del mondo supremo grazie alle mille proroghe dei duemila corollari della legge per il legittimo impedimento (che peraltro userà come scusa per evitare il battesimo del nipote perché impegnato a fare una lectio magistralis sul lettone di Putin). A Silvio Junior toccherà governare su Europa, Asia, Africa e Oceania oltre che sul regno animale e vegetale. Sposerà la figlia di Lapo Elkann, nata miracolosamente da una trans, e avrà una miriade di figli, purtroppo tutti incapaci di usare i congiuntivi, ma abilissimi a far perdere le partite di basket ai Toronto Raptors.

Non morirà mai, ma forse, quando i suoi eredi saranno pronti a prendere il suo posto sulla Terra, ascenderà al cielo con il nonno e il papà, grazie alla congiura ordita in Paradiso dallo Spirito Santo, in combutta con Pietro, Bonolis e Laurenti, per cacciare Dio e Gesù e lasciare il comando del Regno dei Cieli ai Berlusconi.




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