Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Da oggi tutti i chirurghi estetici mi odieranno da morire per la pessima pubblicità, ma non posso fare a meno di parlare nella rubrica dei cantanti inutili di Ornella Vanoni (guardate un po’ che cosa hanno combinato!).
Prima di leggere la storia della “cantante plastificata”, canticchiare questo motivetto: “I cantanti inutili sono tanti, milioni di milioni, parliamo di Vanooni: che scarsa qualità!”.
Ma la pensione no???
Raccontiamo un po’ la sua storia bella come una favola… Le origini di Ornella Vanoni risalgono alla preistoria. Si narra che sia una delle prime donne vissute sulla terra quando Dio la creò. C’era una volta, lontanissima nel tempo, una bambina, non dotata di particolare bellezza, anzi… non ci giriamo intorno… una bambina cessa!
La piccola Ornellina-la-cessina era da sempre convinta di essere bella – non sappiamo chi glielo avesse fatto credere – e anche alla tenera età di settant’anni ci crede ancora, come crede di essere una tra le più brave cantanti italiane.
Fin da piccolina, tante persone avevano cercato inutilmente di farle capire che era brutta, ma Ornellina ogni mattina, quando si alzava dal letto, riflettendosi nello specchio, cantava: “Io sono bella e canto da Dio, mi chiamo Vanoni e sono nata per cantare e rompere i Cog…ni!”.
Man mano che cresceva, però, la sua coscienza di nome Gino Paolino cercava in tutti i modi di farle capire che doveva smettere di cantare. All’età di 23 anni, in preda ai funghi allucinogeni, iniziò a credere di essere la sorella di Luca Giurato, infatti parlando allo stesso modo scoprirono che per creare uno scoop dovevano andare a “C’è posta per te” e fare una carrambata, affinché l’Alitalia, ops scusate l’Italia, si ricordasse di loro.
Da lì iniziò la scalata al suc-cesso di Ornellina, anche se c’era chi per lei soffriva per amore…
La sua coscienza Gino Paolino, innamorato pazzo di lei, non sapeva più come farle capire che l’unica cosa che poteva fare nella vita non era cantare, ma sposarlo e vivere felice e contenta con lui al Museo delle Cere!
Ma questo non successe, anzi Ornellina-la-cessina iniziò a cantare a squarciagola, sfornando come in panetteria dischi su dischi che, per amore, comprava solo Gino Paolino, facendole credere che li acquistavano i suoi fan.
E poi, come in ogni favola che si rispetti, arrivò il giorno più importante della sua vita: il Festival di Sanremo. Un giorno Ornellina euforica, eccitata, in attesa di essere ricevuta da Papa Baudo XX, fece vedere il bellissimo vestito che aveva comprato per l’occasione a Gino Paolino. Gli chiese come le stesse e se gli sembrasse troppo scollato per il debutto a Sanremo. Gino Paolino, guardandola e sognando già “Una lunga storia d’amore”, le rispose che era bellissima (infatti a Gino Paoli mancano tanti gradi di vista), ma continuò dicendo: “Ornellina mia, ti sta bene da morire, però ti si vedono un po’ i peli del petto”. Ornellina rispose basita: “Guarda Paolino che non ho peli sul petto…”. E Paolino: “Allora forse è troppo scollato!!!”.
Da quella sera la fiaba di Ornella Vanoni iniziò ad essere “Senza fine”, con una lunga carriera lavorativa che la porta ancora oggi ad essere la più amata dall’Associazione Logopedisti Italiani!.
Proverbio
"Il mondo non è bello se non è criticarello"




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