Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

Che lo spirito online sia con voi


Il no del Vaticano all’uso del preservativo e dei metodi contraccettivi è netto e inequivocabile. Ma lo stesso Papa Benedetto XVI ha recentemente ammesso che i fedeli, soprattutto i giovani, fanno fatica a comprendere e a seguire gli insegnamenti della Chiesa Cattolica su questi temi così delicati.

Che cosa ne pensano i sacerdoti 2.0 che usano il Web e che sono dunque più vicini al mezzo e alla mentalità giovanile? Lo Stivale Bucato vi propone un’inchiesta esclusiva: siamo andati ad indagare nel mondo dei tanti “Don Piccì” che popolano la Rete e che benedicono i fedeli “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito online”…

 

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Don Piccì

Preservativo: sì o no? La “posizione” della Chiesa cattolica sull’uso dei condom è nota. È così “rigida” che ha causato l’impennata nella vendita di pillole blu in Vaticano. Il preservativo è considerato il vero Lucifero del terzo millennio, un diavolo che tenta i cattolici e li istiga a “mettere sotto sopra” – porcelloni! – gli insegnamenti della Chiesa.

Il no del Papa è netto e inequivocabile. No ai giovani che lo usano per assecondare i loro impulsi irrefrenabili, perché l’unione del corpo e dello spirito deve compiersi solo all’interno del sacramento ed esclusivamente in funzione della procreazione. No nella lotta all’Aids perché, nonostante nel mondo ci siano 40 milioni di sieropositivi e in Africa si verifichino ben 500 nuovi casi al giorno, gli unici rimedi legittimi contro il virus sono rappresentati dalla fedeltà e dall’astinenza sessuale.

I cattolici, soprattutto i giovani, non capiscono. E Benedetto XVI lo sa bene. Lo scorso tre ottobre, in un congresso sui 40 anni dell’enciclica di Paolo VI Humanae Vitae, ha ammesso: “Sul tema della contraccezione, molti fedeli trovano difficoltà a comprendere gli insegnamenti della Chiesa cattolica”. Come fare allora per riavvicinare fedeli e Chiesa? L’impresa è più “dura” del previsto. Si tratta, infatti, di due “posizioni” che, come le famose rette parallele, sembrerebbero non incontrarsi mai (e non ci riferiamo al sesso virtuale o alle pippe telematiche!).

Lo Stivale Bucato ha deciso di tornare ad indagare il mondo poco conosciuto dei Don Piccì (leggi l’inchiesta pubblicata il primo giugno 2007 sul quinto numero del nostro quindicinale) per capire che cosa ne pensano quei preti “internettari” che presidiano il Web proprio per essere più vicini ai fedeli e soprattutto ai giovani. Ci siamo dunque serviti del portale www.pretionline.it, un servizio che permette di “dialogare” – precisiamo che le email scambiate con i religiosi non sostituiscono in nessun modo il sacramento della Confessione – con sacerdoti veri. Un’iniziativa alla quale oggi aderiscono 1.042 religiosi, divisi per regione di residenza (leader la Lombardia con 142 preti, seguita dalla Campania con 119) e per tipologia (ci sono preti, diocesani e religiosi, diaconi, seminaristi e addirittura un vescovo).

Lo Spirito online che pervade il Web ammorbidisce la posizione della Chiesa sull’uso del preservativo o i Don Piccì si confermano intransigenti? Abbiamo volutamente evitato di “stimolarli” sul sesso prematrimoniale, sul sesso omosessuale e sul sesso a rischio di trasmissione Aids. Abbiamo deciso di concentrarci, invece, sull’unica tipologia di sesso ammessa dalla stessa Chiesa: quella che si svolge all’interno del talamo nuziale. L’assist ce lo ha dato lo stesso Benedetto XVI: “I metodi contraccettivi che impediscono la procreazione di figli – ha detto – snaturano il senso ultimo del matrimonio”.

Snaturano-il-senso-del-matrimonio: in che senso? Paolo, sposo novello, lo ha chiesto, tramite www.pretionline.it, a 50 sacerdoti e le risposte non sono così scontate…

 

DON PICCÌ E IL PRESERVATIVO

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Colleghi?

Il giovane sposino Paolo (32 anni), innamoratissimo della moglie Monica (29), non vuole rinunciare alla “cosa più bella che c’è”, a “fare l’amore con la metà della propria vita”. La coppia, molto religiosa, non è però pronta per avere un bambino e non comprende “l’ossessione della Chiesa nei confronti del preservativo”. Hanno risposto a Paolo leggi l’e-mail 26 sacerdoti su 50.

 

I metodi naturali

Il risultato più sorprendente è che i casti Don Piccì conoscono il funzionamento del corpo femminile molto meglio dei più sfacciati e esperti Casanova. Quasi un terzo dei preti (30,7%) ha infatti consigliato agli sposini i metodi naturali (due hanno fatto esplicitamente riferimento al Billings), dando indicazioni precise e dettagliate sulla sessualità della donna:

“La sessualità della donna è fatta in questo modo: ha alcuni giorni fertili (5 o 6) e molti altri non fertili. Il problema è imparare a conoscere questi periodi per realizzare quello che si desidera”.

Non ci sono dubbi: gli sposi cattolici devono usare i metodi naturali e rifuggire dai preservativi. Ma almeno questi metodi naturali saranno sicuri? Qui la questione si complica e i Don Piccì si dividono. Alcuni sacerdoti sono dei veri e propri “fanatici”, che ne garantiscono la sicurezza e arrivano ad accusare le case farmaceutiche e i media di tacere sull’argomento:

“Sebbene la ‘sicurezza’ di questi metodi sia pari ai contraccettivi (99%), non hanno controindicazioni pericolose che case farmaceutiche e media tacciono (disfunzioni ormonali, circolatorie, sterilità, menopausa precoce, ecc.) e sono economicissimi perché si fondano sulla conoscenza di sé, dei propri ritmi fisiologici. In uno o due mesi, grazie alla raccolta all’incrocio di più dati, le donne con ciclo… udite, udite… SIA REGOLARE CHE IRREGOLARE, possono conoscere precisamente il periodo in cui sono fertili (pochi giorni al mese, in verità) e quando non lo sono”.

E ancora:

“Si tratta della pratica dei metodi naturali. Essi sono molto diversi dai metodi anticoncezionali perché lasciano intatta la volontà radicale di essere aperti alla vita e non ne tradiscono l’autenticità introducendo un mezzo esterno. I metodi naturali, inoltre, garantiscono una maggiore serenità e letizia nel rapporto di coppia. In certo senso, sono ecologici. Purtroppo la loro conoscenza e diffusione è ostacolata dalle case farmaceutiche che producono a valanga anticoncezionali. L’esattezza dei metodi naturali è oramai un fatto acquisito. L’osservazione dei periodi di fecondità della donna è altrettanto facile. Un qualsiasi consultorio, soprattutto di ispirazione cristiana, fornisce le informazioni pertinenti”.

Altri, invece, ammettono che i metodi naturali non sono poi così sicuri. Ma allora, perché ne consigliano la pratica?

“È vero vi è una proibizione circa i metodi contraccettivi, ma imparando a conoscere il vostro corpo potreste far ricorso ai metodi naturali, forse meno sicuri, ma accolti dalla Chiesa (la Chiesa non vuole mica che voi abbiate rapporti solo per avere figli!)”.

“Potreste dare a Dio almeno l’opportunità di usare i metodi naturali, una sorta di male minore se proprio la vostra coscienza non ammette l’apertura alla vita”.

 

Egoisti!

I sacerdoti “internettari” ci tengono a precisare che il preservativo non è un’ossessione per la Chiesa e che non c’è nessuna paura della sessualità (30,7%). Piuttosto c’è una mentalità egoistica (sottolineata nel 20% delle risposte), comune alle giovani coppie, che “oggi fa ruotare tutto su un immagine falsa dell’uomo e della donna, dove chi non è bello e prestante viene tagliato fuori…”.

Qualche esempio:

“Perchè rinunciare ad avere oggi un figlio, dono di Dio per un motivo che forse non c’è, ma solo per il gusto di rientrare in una mentalità egoistica, comuni alle giovani coppie?”.

“Se il ‘sesso’, come lo chiama lei, viene prima della persona che ha davanti, allora non siete sulla strada del matrimonio cristiano, ma forse vi conformate ad una certa mentalità che oggi fa ruotare tutto su un immagine falsa dell’uomo e della donna, dove chi non è bello e prestante viene tagliato fuori…”.

“A volte oggi si vuole tutto senza essere capaci di farsi poi carico delle conseguenze perché possono disturbare il nostro quieto vivere, poi si va alla spasmodica ricerca di qualcuno che metta le toppe al nostro pensare solo a noi stessi”.

Invece, bisognerebbe avere la forza per mettere da parte l’egoismo e abbandonarsi totalmente a Dio:

“Spesso le coppie, per quanto sono cristiane, non riescono ad avere una totale fiducia in Dio che permetta loro di abbandonarsi alla volontà di Dio, sapendo che la sua Provvidenza è grande, tanto da fare l’amore senza anticoncezionali…!”.

 

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“Un contraccettivo o il preservativo sono un ostacolo alla vita di coppia”

Che cosa aspettate?

Più del 15% non ha dubbi e lo dice senza mezzi termini:

“Un contraccettivo o il preservativo sono un ostacolo alla vita di coppia”.

Anzi, di più:

“Fare l’amore col preservativo significa porre a Dio un limite enorme, odioso”.

La soluzione allora qual è? Fare figli, ovviamente. I Don Piccì tralasciano l’obiezione di Paolo e Monica, che dicono di non essere pronti per avere un bambino, e non hanno dubbi:

“Non mi sembrate poi così giovani per non avere un figlio! A 32 anni che aspetti, poi gli farai direttamente da nonno a tuo figlio, non saprai più giocare con lui, ti mancherà la freschezza”.

“Sinceramente non vedo neppure un motivo così grave da non avere un bambino al momento. Perché vi siete sposati? Potevate ancora aspettare un po’! Siete giovani e la cosa più bella che vi possa capitare è avere un bambino!!! I figli sono un dono, vi auguro di averli e tanti”.

 

Qualche concessione

Il no all’uso del preservativo è dunque netto anche sul Web. Tuttavia non mancano delle posizioni più morbide. Nel 20% circa delle risposte, ad esempio, i Don Piccì si mostrano comprensivi e/o lasciano piena libertà alla coscienza della coppia:

“Se voi due siete gli interessati, e volete star bene assieme, come fate, va bene”.

“Dite ‘Non ci sentiamo pronti’. È ragionevole. Oggi, poi, altre obiezioni molto serie inducono gli sposi a non generare altre creature. La Chiesa parla (ed anche il Santo Padre lo ha ricordato nel suo discorso) di ‘paternità responsabile’. In alcuni casi, sarebbe irresponsabile concepire, in altri è responsabile dilazionare il concepimento. Agli sposi e alla loro maturità è richiesto di valutare questa scelta”.

“La morale cristiana non deve essere fonte di angoscia e di stress! [...] Il grande teologo J. H. Newman diceva: tra Dio e il Papa, c’è la mia coscienza. Coscienza che va educata e sostenuta nella fatica quotidiana”.

Spicca tra tutte le risposte quella di un Don Piccì “rivoluzionario” che prende apertamente posizione a favore del preservativo, ammettendo le difficoltà nell’applicazione dei metodi naturali:

“Io penso che il problema dei metodi naturali sia oggi da interpretare in modo diverso rispetto al 1968, esattamente quarant’anni fa. Questo sia perché la famiglia è più instabile e ha bisogno dell’atto coniugale vero e proprio per ritrovare frequentemente la natura della scelta d’amore fatta, sia perché i ritmi di vita sono talmente disordinati per tutti che diventa abbastanza difficile regolare naturalmente le nascite. Se aggiungiamo poi che oggi fare famiglia, mantenerla e viverla in serenità è un compito più arduo da vivere, il cerchio si chiude. Usate senza problemi il preservativo”.

E rivela:

“Dopo l’Humanae Vitae ci sono stati altri documenti che si avvicinano alla posizione che io comunico senza problemi. Non molti li citano, ma ci sono”.

A leggere le risposte dei suoi “colleghi”, però, sembrerebbe che questi documenti non hanno ricevuto la benedizione nel nome dello Spirito online…

 

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I contraccettivi snaturano il senso del matrimonio?

L’E-MAIL CHE PAOLO HA INVIATO AI “DON PICCÌ”

Padre,
ho deciso di rivolgermi a lei, attraverso questo servizio online, perché ho bisogno del conforto di una persona di cui mi posso fidare e che mi possa consigliare, ma che, tuttavia, non mi conosce direttamente (ebbene sì, un po’ mi vergogno a trattare questi argomenti!).

Sono sposato con Monica da pochi mesi e siamo felicissimi, abbiamo finalmente coronato il nostro sogno e stiamo attraversando un periodo bellissimo della nostra vita. L’altra sera, tuttavia, ci siamo trovati a litigare per una questione che, in qualche modo, riguarda la Chiesa e la fede.

Mi spiego. Premetto che siamo ancora abbastanza giovani (32 anni io e 29 mia moglie) ed entrambi molto credenti (io ho fatto per anni volontariato e mia moglie continua a farlo appena ha un attimo libero).

Non ci sentiamo pronti, però, per avere un bambino. Lo vogliamo, ma non adesso… Tuttavia nessuno dei due vuole un matrimonio in bianco. Ma la Chiesa dice che non bisogna usare il preservativo o altri metodi. Il Papa l’ha ripetuto proprio pochi giorni fa… ha detto più o meno che “si snatura il senso del matrimonio”.

Non capisco. Amo mia moglie, perché dovremmo rinunciare alla cosa più bella che c’è? Perché dovrei rinunciare a fare l’amore con la metà della mia vita? Non capisco questa ossessione della Chiesa nei confronti del preservativo…

Nemmeno Monica lo capisce e vorrebbe coronare la nostra unione, ma è molto titubante, è bloccata. Io non so che fare, perché non capisco…

Padre, mi dia un consiglio. Mi spieghi…

La ringrazio,
Paolo




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  • Gino Tal

    Ragazzi ma voi siete pazzi a fare inchieste del genere… però che grandi che siete, siete gli unici ad avere le palle! Continuate così!!!

  • Dixie1113

    Secondo me hai fatto un inchiesta totalmente sballata… brutto giocare sulla buona fede di persone di chiesa che invece volevano solo aiutare

  • Gil48

    Buona inchiesta. Anche se la posizione ufficiale della Chiesa è nota, ci sono sempre state diverse anime nell’interpretazione delle norme. Complimenti

FRASI CALT


Pensioni
"Chi di speranza vive, senza Tfr muore"

 

 

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