Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Il lavoro del 2000: chi non ha ricevuto a casa qualche, o più di qualche, telefonata informativa o pubblicitaria? Ma cosa c’è dietro tale infame rottura di… (scusate non riesco a trovare un eufemismo adatto)?
Circa 250 telefonate al giorno, di cui 200 “vaffa”, 49 persone che silenziosamente ascoltano tutta la pappardella monotonica come la poesia della festa della mamma in prima elementare, per poi dichiararsi “non interessati”, ed una sola anima pia che accetta la proposta, forse impietosita solo perché la figlia o la nipote fa lo stesso lavoro per tirare a campare.
Dopo sei ore di questo tipo le orecchie non captano più alcun suono, gli occhi non sono più abituati a guardare a distanza, la lingua è incapace di articolare parole diverse da “Buonasera Signora, sono… e chiamo da… per informarla che nella sua città, etc…” e per di più sulla punta del dito indice inizia a spuntare un callo da tasti del telefono.
Ma perché lamentarsi tanto, sarà anche vero che la domestica che fa i servizi nel mio palazzo guadagna di più di me, ma in fondo si tratta solo di un lavoro provvisorio. E se tanto provvisorio poi non fosse?
Ecco che iniziano gli incubi notturni mentre l’angioletto accanto all’orecchio destro sussurra che, alla fine, l’hanno fatto tutte prima di trovare un lavoro decente.
E se non avete idea di cosa possa significare per me la parola “decente”, allora vi descrivo i primi due minuti e mezzo di lavoro nella mia giornata tipo:
• 1) – “Buongiorno Signora, sono… e chiamo da…”
- “E io che ti devo fare?”
TuTuTuTuTu
• 2) – “Buongiorno Signora, sono… e chiamo da…”
- “Sentite, lasciateci stare!”
TuTuTuTuTu
• 3) – “Buongiorno Signora, sono… e chiamo da…”
- “Signorina, noi stiamo pranzando!”
- “Mi scusi Signora, non volevo disturbarla, posso chiamarla in un altro momento?”
TuTuTuTuTu
• 4) – “Buongiorno Signora…”
TuTuTuTuTu
E chi li può biasimare? Io le mie colleghe che telefonano a casa mia le tratto allo stesso modo!
A sera però, quando torno a casa, sono imbestialita, non sopporto alcun rumore e non andrei mai a dormire, se solo così fosse possibile posticipare l’arrivo del nuovo giorno di lavoro. Siamo proprio sicuri che il telefono sia stata una buona invenzione?
Tuttavia poi mi rendo conto di quanti giovani sono nelle mie stesse condizioni e questo un pochino lenisce le sofferenze della mia autostima. Ciò non avviene però quando la centralinista al mio fianco, più fortunata di me, riesce a concludere un’intera telefonata, e nel farlo sbaglia 2 congiuntivi, 4 o 5 proposizioni articolate, confonde il diplomatico “lei” con il meridionale “voi” o con l’abitudinario “tu”, ed inserisce nello script prestampato, che teoricamente dovremmo leggere senza alcuna modifica, qualche autografa espressione dialettale.
Trenta esami all’Università e due anni di master non mi hanno insegnato a fare tanto, ed io non riesco a concludere neanche una telefonata! Penso stiano per licenziarmi!
Salute
"Aveva un alito così schifoso che il suo dentista lo operava attraverso le orecchie" (Bob Philips)




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