Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

Crusca in Tv


dante lingua italiana thumb Crusca in Tv

Povero Dante!

Mi batto contro la putrefazione della lingua e correggo i congiuntivi alla televisione. Certo, davanti a tutti quegli spettatori non è che le faccia fare proprio una bella figura! Ma lei non impara mai e continua a proporre termini inventati arbitrariamente e costrutti inesistenti che mi fanno ribollire il sangue nelle vene.

Divento paonazza, alzo la voce e la bacchetto come se fossi la maestrina dalla penna rossa. Oppure, scettica e con tono interrogativo, ripeto la bruttura che ho appena udito come per trovare, nella ripetizione, un’attenuante o un’ipotetica possibilità di correttezza grammaticale e sintattica. Che invece, puntualmente, svanisce col mio punto di domanda.

Io dialogo con la televisione, le parlo, quotidianamente le insegno: è una sperimentazione dell’utilizzo della Tv interattiva; solo che, col telecomando nelle mie mani, in men che non si dica conio anche io nuovi termini e da interattiva, trasformo la Tv in “interrutiva”, nel senso che spengo l’interruttore.

È più forte di me, certe frasi mi fanno davvero diventare matta! Penso ad esempio a quel ”Sei una persona VERA”, come se fossimo soggetti ad autenticazione, per giunta stranamente rivolto di frequente ai più abominevoli esemplari della razza umana, quasi a voler trasmettere il messaggio che per natura l’uomo non può essere altrimenti, se non per finzione. E così, troppo spesso sento dire “Non mi sei ARRIVATO” costrutto per il quale non tento nemmeno una spiegazione plausibile.

Impazzano i “PULTROPPO” ed imperversano i “DOVE” usati in modo avversativo, correlativo, temporale, causale, ma soprattutto usati in modo relativo, cioè a caso, assolutamente a sproposito (es: “Sei una ragazza dove…”, “Ho detto una frase dove…”, “C’è stato un giorno dove…”, “Ho vissuto un’esperienza dove…”, e via dicendo).

Per non parlare di quel “Prima ero alto, ora sono basso”, licenza poetica che poco ha a che vedere con un inconsueto mutamento di statura, ma invece fa riferimento, con un lessico direi poco appropriato, alla posizione ricoperta nelle classifiche di gradimento.

Non ultima, in questa mia breve rassegna di mostruosità proferite in Tv, la frase “Mi sono legato di più con lei che con gli altri” che non indica la bizzarra consuetudine di unirsi agli altri con delle corde ma, in forma riflessiva, la presenza di un sentimento nei confronti di qualcuno… Davvero non so più che dire!




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