Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
"Mamma, papà: farò il giornalista". E' la peggiore sventura che potrebbe capitare a vostro figlio. Ecco una soluzione per fargli cambiare idea
La cosa peggiore che possa capitare ad una buona famiglia è un figlio scapestrato che non fa altro che dare problemi.
Non mi riferisco, però a cosucce tipo alcool, draga, delinquenza… Questa è roba vecchia!
Ora la piaga più funesta si verifica così: in una tranquilla ed equilibrata famiglia come tante, il figlio più diligente di tutti, quello che ama lo studio, che a 18 anni non ha ancora dato il primo bacio, che è bravo a scuola e, soprattutto, scrive bene, ma davvero bene, con aria ambiziosa e soddisfatta, di punto in bianco pronuncia le nefaste parole "da grande voglio fare il giornalista!".
State attenti, cari genitori!
Non fatevi prendere dall'orgoglio di mamma e papà mentre già vi immaginate il vostro pargolo prediletto seduto alla scrivania di Mimun, mentre legge sul monitor (fingendo di andare a braccio) i titoli del TG1 di prima serata.
Non lasciatevi ingannare quando per spiegare la sua decisione l'incosciente adduce, come motivazioni, la necessità di tutelare la libertà dell'informazione o l'incontenibile desiderio di dare risonanza ad importanti vicende bandite dai telegiornali a causa di ingiusti criteri di notiziabilità.
Se permetterete al povero fesso di prendere da solo la sua decisione ecco quello che, nella migliore delle ipotesi, vi aspetta: tre anni di università (privata possibilmente), che senza troppe difficoltà diventano quattro anni; due anni di laurea specialistica, master da 25.000 euro con un brillantissimo stage presso la redazione del Sole 24 Ore o de La Repubblica (a fare le fotocopie, centinaia di fotocopie!) e, dopo una interminabile trafila di stage, corsi di perfezionamento e mesi su mesi di gratuite e volontarie prestazioni professionali…
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..Senza che ve ne siate accorti vostro figlio ha compiuto ormai 38 anni, è diventato pubblicista da una settimana perché finalmente il giornale della parrocchia, impietosito, ha deciso di farsi carico del pagamento delle tasse necessarie per fargli raccogliere le famigerate 60 firme.
Scrive tutto sul "più importante settimanale del vostro paese" (circa 50 copie vendute a settimana) ed è pagato la bellezza di 350 euro mensili!
Ovviamente studia come un dannato rincorrendo la chimera, un giorno, di diventare professionista. Ha una cultura sconfinata e…veste come un mendicante!
Eh sì, la giacca e la cravatta sono roba da professori, notai, avocati, commercialisti, dottori, psicologi… insomma tutti i professionisti, ma non quelli senza portafoglio! Capelli selvaggi, barba incolta e jeans, come quando andava a scuola.
Infatti non è cambiato proprio niente! Se non che ora è fidanzato, da ben 14 anni.
La sua ragazza fa l'estetista, guadagnando abbastanza per poter mantenere anche lui, se solo non fosse tanto orgoglioso da non volerglielo permettere. Per questo ve lo trovate ancora per casa, lui e la sua strisciante autostima attaccata al pavimento, mentre gli ideali piano piano svaniscono e lui valuta di iniziare a presentare qualche curriculum per lavorare in fabbrica. Forse così si potrà sposare.
Non ve lo aspettavate, vero? Eppure è questa la sorte dei migliaia di ragazzi che al giorno d'oggi, prendendo come esempio i nomi ed i volti noti del giornalismo, illusi di poter fare di una splendida passione il loro lavoro, decidono di "fare i giornalisti".
Per cui, quando vostro figlio pronuncerà la fatidica frase, ascoltate il mio consiglio: mettetegli una canna tra le mani, ed avrete un problema più frivolo da risolvere, e forse l'estasi gli schiarirà le idee!
Il netturbino
"E come disse il netturbino: 'Mi rifiuto'" (Anonimo)




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