Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

John Carey


Non c'è niente di meglio che un viaggio a Boston per riuscire a capire che cosa sia il Pioneer Fund. A spiegarlo a noi de lo Stivale Bucato è proprio John Carey

vecchi thumb John Carey(ANSIEconomic) – BOSTON, 10 MAR - Stavo rinchiuso nella mia cameretta fissando il poster di Carlo Azeglio Ciampi nella sua ultima performance da Presidente "È un Paese per soli vecchi", nella speranza che mi venisse l'ispirazione di chi intervistare visto che in Italia siamo in piena campagna elettorale. È proprio per questo motivo che mi è venuta voglia di volare a Boston ad incontrare il mio caro amico John, figlio adottivo di Philip, cugino di Morris, quello che si è fumato tutto il pacchetto di soldi perché nuoce gravemente alla salute.


Scusate questa salita sull'albero genealogico del mio amico John, ma dovete sapere che lui guida oltre alla sua auto, bicicletta e nei fine settimana Furia il suo cavallo ma non del west, perché non beve mai il caffé preferisce il latte per mantenere la criniera bianca ma più bianca che c'è. Dicevo che oltre a guidare tutte queste cose, guida il Pioneer Fund dal 1986, uno dei pochi fondi che ha battuto il mercato di riferimento e gestisce qualcosina come 13 miliardi di dollari. Proprio Lui ritiene la pazienza la sua arma vincente, non a caso nel retro della sua modesta casa ha una piantagione dove coltiva camomilla, melissa e passiflora. Ma bando alle ciance, iniziamo l'intervista per Voi lettori de lo Stivale Bucato.


Giornalista (cioè io):
First question. Nel Fund che lei guida a pieni punti direi in Italia, ci sono investimenti nel settore bancario?


John Carey (cioè il mio amico):
Oh my God, certo che no!! Ci siamo già noi che vogliamo fare cash con cash e sappiamo quanto siamo affidabili, capisci a mme, (mi strizza l'occhio, ndr)!


G.:
Quindi, in altre parole, pensa che la crisi del settore finanziario si potrebbe allargare come l'olio italiano extra vergine?


J. C.:
Of corse! E ti ringrazio d'avermi fatto da post-it!


G.:
Scusi ma che cosa Le avrei fatto ricordare?


J. C.:
Che devo chiedere un finanziamento per comprare un televisore a cristalli liquidi. Con i tempi che corrono mi devo sbrigare altrimenti
questa crisi dei prestiti mi lascerà con i soli cristalli ma senza i liquidi.


G.:
Può dare ai nostri lettori una dritta su cosa stanno puntando i Fondi da Lei gestiti?


J.C.:
Why not, i settori che stiamo ingrassando (sovrappesati, ndr) sono i beni di consumo e i farmaceutici che sono tra loro settori culo e camicia (consequenziali, ndr).


G.:
First non fare riferimenti all'onorevole Mastella, altrimenti la redazione non mi pubblica l'intervista. Second non capisco perché l'alta finanza ritiene consequenziali questi due settori.


J. C.:
Very easy! Ti faccio un cartoon: un hamburger è un bene di consumo, e la gente non ne può fare a meno. Ora, se tu vai da Mc Donald's e ti mangi 7 Big Mac, 4 maxi patatine e ti scoli 12 big coca-cola, ti posso assicurare che poi hai bisogno di medicina per disotturare il tubo di scappamento (espressione americana non traducibile, ndr).


(ANSIEconomic)

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