Quindicinale satirico online   •   Anno IV, numero 10 (26 luglio 2010)

 

La finestra farabutta


La finestra incriminata di Lovanio

Esclusivo!!! Lo Stivale Bucato intervista la finestra farabutta che in Belgio che riportando le 10 domande di Repubblica al premier ha fatto molto clamore.

La sua finestra è stata definita “farabutta”, lei si sente tale?
“No, né io né la mia famiglia ci sentiamo farabutti, nel senso proprio della parola. Il presidente del Consiglio ha usato a sproposito questo sostantivo per definire i giornalisti che non gli appartengono. In questo senso, nel senso di non appartenere al primo ministro, ci sentiamo dei farabutti”.

Lei ha dichiarato che la sua famiglia si vergogna di essere rappresentata dall’attuale Primo Ministro italiano. Perché?
“Una persona che fa le corna al collega durante le foto ufficiali, che fa cu-cu al primo ministro tedesco, che mima una mitragliata durante una conferenza stampa, farebbe vergognare anche se fosse un compatriota in vacanza. Se questa stessa persona fosse anche inquisito in processi che vanno dalla corruzione, al falso, al reato di mafia mi imbarazzerebbe anche averlo come vicino di sedia per una fermata di metropolitana. Se infine questa stessa persona venisse eletta Primo Ministro del mio Paese, dapprima mi rifiuterei di crederci, poi proverei un gran senso di imbarazzo, di pena, di avvilimento e mi chiederei come sia potuto succedere”.

Ha ricevuto molte pressioni affinché venga cacciato il collage dalla sua finestra. Immaginava che il suo gesto potesse far innescare una polemica del genere?
“Non potevo immaginare che la polemica fosse di queste proporzioni soprattutto perché questi non sono stati i primi manifestini affissi. Già durante tutta la campagna elettorale per le elezioni del nuovo governatore in Sardegna abbiamo manifestato senza equivoci dalla nostra finestra il nostro sostegno a Soru presentato qui all’estero come l’anti-Berlusconi. In quella come in altre occasioni non ci era arrivata nessuna lamentela. D’altra parte è più recente la volontà del governo italiano, secondo Domènech Rossend, di manipolare anche l’informazione all’estero utilizzando il corpo diplomatico. Il giornalista di El Periodico, sostiene infatti che ‘Le ambasciate e i centri di cultura italiana hanno l’ordine di tenere sotto controllo la stampa e, se necessario, di contattare gli interessati per eventuali correzioni o puntualizzazioni’”.

Uno dei cartelli affissi alla finestra

Che cosa ne pensano i cittadini del Belgio del caso che si è creato per la sua finestra?
Abbiamo ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà da cittadini italiani residenti sia in Italia che all’estero, ma anche da cittadini non italiani. Ed anche qui in Belgio c’è tanta solidarietà mista a incredulità sui fatti accaduti. Qui è un costume abbastanza diffuso quello di affiggere alla propria finestra dei volantini, delle locandine che promuovano un evento culturale o che esprimano una idea politica. Nessuno si sognerebbe mai di far pressioni per farle rimuovere a prescindere dalla ubicazione. La notizia è stata data da tutti i giornali e dai telegiornali nazionali perchè la percezione che si fosse voluto violare un diritto universalmente riconosciuto e storicamente acquisito qui è stata lampante. Nessuno mai si sognerebbe di chiedere di far rimuovere una immagine di Lutero perchè troppo vicina ad una chiesa cattolica.

Ha paura che ci possano essere ripercussioni sulla sua famiglia e/o sul suo lavoro?
No.

 

Ma raccontiamo i fatti. Non c’è pace per il povero Super PapiSilvio. Non solo è colpito dai numerosi attacchi delle toghe rosse, dalla satira, dalla stampa comunista, dal Presidente “che si sa da quale parte sta”, dai farabutti che scendono in piazza a manifestare, dalla stampa internazionale e soprattutto comunista… Adesso ad attaccarlo sono anche le finestre. No, non si tratta di uno strano caso in cui una serie di finestre prendono vita e lo inseguono per le stanze di palazzo Grazioli!

La triste vicenda accade a Lovanio, in Belgio. La famiglia Caprioli, dopo avere letto delle peripezie di Berlusconi e, non tenendo in considerazione il fatto che è il miglior Premier degli ultimi 150 anni, ha deciso di attaccare alla loro finestra della cucina un collage di ritagli di giornali. Un collage che ha scatenato un caso internazionale perché costituito da articoli “sovversivi e offensivi” per lo Stato italiano. La famiglia Caprioli ha infatti attaccato alla sua finestra le 10 domande poste da Repubblica al Premier e l’incontro con Michelle Obama con un pericolosissimo messaggio in codice “Cittadini di tutto il mondo, perdonateci!”.

Per scoprire il vero significato di questa frase sono dovuti intervenire i servizi segreti che, dopo un’attenta analisi del colore rosso della scritta sono quasi giunti alla conclusione che si tratti di una comunicazione criptata per i comunisti. A nulla è servita la telefonata del console di Bruxelles, sollecitato dal ministero degli Esteri italiano, affinché i signori Caprioli staccassero il collage dalla loro finestra “farabutta”. Il pericoloso messaggio in codice è ancora lì, diventato ormai meta di pellegrinaggio per curiosi, studenti e passanti. Come se non bastasse è stato anche aperto il gruppo “Fenesta Vascia” che sta raccogliendo fan… ehm, volevamo dire farabutti, da tutt’Europa.

Noi de lo Stivale Bucato dovevamo assolutamente parlare con la finestra e farle, per vendicare Papi, 10 scomodissime domande alle quali non abbiamo ancora avuto risposta.

Uno dei cartelli affissi alla finestra

1) Sig. Caprioli, ha l’autorizzazione per l’uso politico della finestra della sua cucina?
2) Ma lei non sa che i panni sporchi, anche se conosciuti in tutto il mondo, si lavano in famiglia e non si appendono alla finestra?
3) È vero che è stato costretto ad appendere il collage dalle toghe rosse?
4) E se non sono state le toghe rosse è stato costretto dal complotto che, secondo Umberto Bossi, è stato ordito della mafia contro il Premier?
5) È stato costretto dal ministro Tremonti, che l’ha sfinita dopo ore di incomprensibili discorsi sulla Finanziaria?
6) E se non è stato nemmeno lui, ammette che lei assieme al nuovo testimonial del Governo, Topo Gigio, ha ordito un complotto per far cadere Berlusconi?
7) Ha intenzione di farsi un lifting, un trapianto di capelli e scendere in campo, magari indossando anche un paio di scarpe con i tacchi?
8) Come si difende dalle persone che sostengono che lei è diventato famoso per una finestra, ma in realtà sta fuori come un balcone?
9) È vero che il console, per convincerla a staccare il collage, le ha cantato per un’intera notte il ritornello della canzone di Jovanotti: “Affacciati alla finestra amore mio…”?
10) Si rende conto che il suo gesto ha infranto il cuore già notevolmente provato del povero Papi?

 

 

 




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