Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Ecco in anteprima alcuni retroscena della spedizione azzurra. I nostri giocatori arrivano al Mondiale
senza avere una grossa fiducia nei propri mezzi per cui la Federazione ha studiato dei piccoli accorgimenti per renderli più competitivi.
Innanzitutto l’alimentazione. L’alimento base resta la Nutella a colazione (lo dice anche il signor Silvestri, cuoco della nazionale). La Nutella dà la carica giusta e va benissimo naturalmente, ma può essere controindicata come nel caso di Borriello il quale è stato sorpreso durante il ritiro mentre spalmava la nutella su una velina, anziché sulle fette biscottate, e lo hanno rimandato subito a casa.
Vietatissimo poi per i nostri ragazzi assumere il Viagra, le famose pastiglie “azzurre” (che si chiamano così in onore della nazionale, forse). Il Viagra è controindicato per l’antidoping! Cioè, mi spiego, non tanto perché sia una sostanza vietata, ma perché a fine partita non riesci a fare la pipì nella provetta, tutto qui.
Per superare l’esame antidoping comunque è stata ideata una bibita fenomenale che non lascia traccia di doping nella provetta. Si tratta di un flacone di urina purissima da bere cinque minuti prima della prova antidoping. Stesso colore del The, il sapore non ve lo saprei dire, ma di certo l’esame antidoping risulta sempre negativo.
Peccato che alla fine delle partite non facciano anche l’esame delle feci perché avendo scoperto il principio dell’antidoto saremmo a cavallo… vabbè.
Veniamo ora al supporto psicologico per i nostri ragazzi. Esclusa l’opzione di mandare ai nostri le fisioterapiste di Bertolaso, che lavorano anche sul morale, si è optato per un esperto motivatore. Siccome i nostri giocatori hanno personalità debolucce il motivatore ha pensato di rafforzare la loro autostima. Per prima cosa ha spiegato agli azzurri, soprattutto a quelli che più sentono il peso della responsabilità di portare la maglia azzurra, di concentrarsi sul fatto che in nazionale ha giocato anche Ciccio Graziani… quindi nessuno pensi di non essere degno della maglia azzurra!
Ma l’espediente più ingegnoso è stato quello dei tatuaggi. È noto che il tatuaggio intimorisce gli avversari e favorisce l’autostima di chi lo porta. Il motivatore così ha pensato di proporre ai giocatori di tatuarsi un simbolo dell’ultima vittoria mondiale. I nostri ragazzi sono stati ben felici di tatuarsi sul petto la fronte di Zidane. Peccato che non ci sia Materazzi che avrebbe potuto sollevare la maglia e mostrare il marchio originale della testata impresso sulla pelle, come la sacra Sindone.
Veniamo ora ad alcuni attrezzi di indubbia utilità che seguiranno i nostri eroi in Sudafrica. Innanzitutto, i nostri useranno un nuovo tipo di scarpe da calcio senza lacci. Alcuni dicono che questo modello senza lacci offra dei vantaggi per l’impatto con la palla, ma per ora l’unico vantaggio certo è nella fase della vestizione: i nostri hanno sempre avuto problemi con la famigerata asola, per non parlare del doppio nodo, che richiede già una preparazione superiore.
Poi ci sono le nuovissime maglie in dotazione alla Nazionale, altro capitolo degno di nota. Queste maglie hanno il vantaggio di essere già sudate prima di indossarle, così che non si possa a fine partita mettere in discussione l’impegno dei singoli. Vi devo però qualche particolare in più su queste nuovissime maglie “sudate”. Le maglie sono fabbricate dalla Madidas in Bangladesh. La Madidas è la prima marca al mondo di magliette sudate. Le magliette vengono fuori sudate dalla fabbrica perché ci lavorano su centinaia di bambini di dieci anni in un capannone a 40 gradi di temperatura per 16 ore al giorno. I nostri hanno commentato che indossare queste magliette è un opera meritoria, perché quei bambini altrimenti andrebbero sulla strada, magari a giocare a pallone. Cosa notoriamente nociva.
A parte questi strumenti del mestiere, a tutti gli azzurri è stato assegnato un libro da leggere, perché anche la cultura è importante. A Borriello avevano dato il libro “Gomorra” di Roberto Saviano: quando Borriello ha lasciato il ritiro, escluso dalla nazionale, invece di prendersela con Lippi se l’è presa con Saviano, dichiarando che l’autore del libro danneggerebbe l’immagine dell’Italia. Poi però ha parzialmente ritrattato precisando: “Veramente non l’avevo letto tutto il libro, non sapevo che i libri fossero scritti anche dentro”.
Concludo il quadro con un piccolo supporto tecnologico a favore di Gianluigi Buffon, la colonna della nostra squadra. Tutti sanno che Buffon quest’anno nella Juventus ha sofferto di problemi alla schiena e fra l’altro ha preso una grandinata di gol. Si è pensato di aiutarlo per l’uno e l’altro problema mandandolo in campo con un comodo robot raccattapalle che potrà collocare dentro la rete della sua porta, perché i raccattapalle in servizio negli stadi si occupano solo dei palloni che finiscono fuori dalla porta.
Cucina
"La prima volta che ho visto gli spaghetti, pensavo fossero una versione impegnativa dello shangai" (Alessandro Bergonzoni)




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