Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

Le avvocatesse sexy


avvocatessehome thumb Le avvocatesse sexy

In Italia ci si lamenta spesso dei tempi della giustizia. Ma all’interno dei tribunali il lavoro (almeno quello "manuale") non si ferma mai…

avvocatesse thumb Le avvocatesse sexyI tempi della giustizia, si sa, sono quelli che sono. Ci si lamenta spesso che i processi siano lunghi, infiniti, che i malfattori non vadano in prigione per decadenza dei termini e che le sentenze arrivino sempre e puntualmente in ritardo. La causa dei problemi della giustizia viene sempre attribuita alle lungaggini della burocrazia, al personale carente e alla cronica mancanza di fondi. Ma siamo sicuri che i ritardi dipendano solo da questo? Non è che per caso all’interno dei tribunali, oltre a decidere la sorte di colpevoli e innocenti… si faccia anche altro?

Per carità, lo Stivale non vuole colpevolizzare nessuno. Certo, leggendo una notizia fresca fresca che ci ha portato la torrida estate milanese il sospetto che all’interno di uffici e aule si faccia altro viene. Due avvocatesse, giovani e di belle speranze, sono state fermate, a due giorni di distanza l’una dall’altra, all’entrata del Palazzo di Giustizia di Milano dagli addetti alla sicurezza. I vigilantes, infatti, analizzando ai raggi X nel metal detector il contenuto della borsa delle due avvocatesse, hanno notato tra le scartoffie, l’agenda e i fascicoli processuali dei lunghi oggetti con l’anima in ferro che non riuscivano a identificare. Potevano essere coltelli, potevano essere pistole, potevano essere, insomma, oggetti creati per uccidere. E così hanno dovuto chiedere gentilmente alle due donne di aprire le rispettive borse per effettuare un’ispezione. All’inizio le due hanno cercato di spiegare che si trattava di oggetti personali, che non era il caso di aprire la borsa davanti a tutti, che c’era la privacy di mezzo. Ma per loro non c’è stato niente da fare: i vigilantes, solerti nel loro lavoro, hanno dovuto applicare le leggi. Il metal detector aveva rilevato oggetti non permessi, e così per entrare al lavoro le due dovevano per forza sottoporsi a un’ispezione.

Ispezione che puntualmente è avvenuta, con grande imbarazzo delle avvocatesse e grande ilarità (immaginiamo) da parte degli addetti alla sicurezza. Quei due oggetti metallici lunghi non identificati erano in realtà dei falli vibranti. Dei vibratori o dildos che dir si voglia, insomma. Oggetti creati per far provare piacere alla persona che li utilizza. Niente di male, mica vogliamo fare i moralisti! Solo che le due giovani stavano per entrare nel loro posto di lavoro, in un’aula di tribunale. Dove si dovrebbe amministrare la giustizia, e non impiegare il tempo in altri lavori più “manuali”.

Probabilmente le avvocatesse portavano con sé tali oggetti di piacere per via delle lungaggini burocratiche che le portavano a stare in ufficio dalla mattina alla sera? Oppure per “ammazzare il tempo” tra una sentenza e l’altra? Certo è che non è la prima volta che il Palazzo di Giustizia di Milano deve affrontare “scandali” del genere. Le cronache dei quotidiani ci hanno spesso raccontato di scappatelle tra gli anfratti (e sono molti) dell’edificio e di “stanze del sesso”, come quella ricavata in fondo a una scala del settimo piano, lontano da presenze indiscrete, scovata e fatta chiudere in fretta e furia.

Sarà perché la stanza era chiusa che le due avvocatesse avranno voluto portare con sé i vibratori, o per la mancanza di una figura maschile al loro fianco. Sta di fatto c’è da ammettere che le due avvocatesse sono state anche molto sbadate: se non si fossero dimenticate a casa il tesserino di avvocato, non sarebbero state obbligate a passare sotto il metal detector!

pixel Le avvocatesse sexy




1 stellina2 stelline3 stelline4 stelline5 stelline (Al momento non ci sono voti)
Loading ... Loading ...
Invia tramite e-mail Invia tramite e-mail Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Tag (argomenti): 
 •   •   •   •   •   •   • 
Dello stesso argomento sullo Stivale Bucato:

 



FRASI CALT


Golf
"A mio avviso il golf è un modo costoso di giocare alle biglie" (Gilbert Keith Chesterton)

 

 

Smail is nau

In questo numero:



© 2007-2011 lo Stivale Bucato • Registrazione tribunale di Roma n. 64/2007 del 2 marzo 2007 • Disclaimer e gerenza