Quindicinale satirico online • Anno IV, numero 10 (26 luglio 2010)
Tra le soddisfazioni più profonde ricavabili dallo svolgere il lavoro di “scribacchina musicale” per lo Stivale Bucato vi è, nuovamente, l’incombere del Festival di Sanremo 2010. E di chi siamo costretti ad occuparci, nuovamente, nella rubrica dei cantanti inutili? Ma dell’inutile materia cerebrale di Povia, naturalmente, e della sua canzone che porterà alla kermesse canora di febbraio la triste vicenda di Eluana Englaro (pace all’anima sua).
All’inutile Povia non bastavano mica le polemiche dell’anno scorso con il pezzo “Luca era Gay” (e badate bene: se Luca era gay era colpa di mamma e papà)… Ma no: la pubblicità e la penosa operazione di marketing vengono prima di tutto. E Povia è contento così, tanto il padre di Eluana, Beppino, ha dato l’ok per cantare. Cantare??? Ho detto cantare??? Ragliare! Questo è quello che fa Povia!
Il povero Povia cerca il successo suscitando scalpore, sfrutta temi sensibili per vendere dischi… per la serie: cosa si deve fa’ per campa’! Il testo del pezzo ahimé non lo conosciamo ancora, e per il dispiacere la notte si va avanti ingurgitando Tavor e tisane varie per dormire: il pensiero di ascoltare questa canzone e di conoscerne il testo sono ormai diventati un’ossessione!
L’illustre musicista Povia è da diversi anni che affronta temi davvero “ideali” per sensibilizzare il suo conto in banca: ha iniziato a rompere le balle con i bambini che facevano ohhhhhh e gli hanno fatto vincere moralmente il Festival del 2006. Poi la storia è andata avanti con “Vorrei avere il becco”: difatti Povia ha un becco così lungo che supera pure… vabbè lasciamo perdere, non ci voleva molto. Poi l’anno scorso è arrivato il turno di “Luca era Gay”, di cui accennavamo prima. Ora dico io: ma perché scomodare Luca? Perché non scriverla in prima persona? Tanto lo sappiamo che Povia era gay e adesso sta con lei nannananaanan… Era? Non è mica una malattia che con un antibiotico termina: a Poviaaa ma che caz.. scrivi???
Ora, caro Povia: va bene che esiste la libertà di parola, e l’Italia (forse) è una democrazia. Però, invece di mandare in cassa integrazione miglia di lavoratori, non ci si poteva mandare Povia? Già vedo nella mia mente la scena in cui Antonella Clerici lo presenterà: arriverà con i capelli unti come al solito, la faccia di occasione quasi mistica e cartelli a caratteri cubitali da mostrare alla platea.
Oppure porterà qualche cartello stradale rubato in qualche via di Sanremo per risparmiare, con le associazioni umanitarie molto più incazzate di quanto fece Grillini lo scorso anno. L’importante, la cosa fondamentale, è che si parli del cantante inutile (e speriamo presto inutilizzato). Però… c’è un però: per chiudere questo articolo, vogliamo spezzare per par condicio una lancia a favore del caro Giuseppe Povia. Vedete, lui sotto sotto un merito ce l’ha: con tutti gli “sforzi” creativi che ha fatto in questi anni, fare lo “stronzo” gli riesce sempre benissimo!
| (condividi) | Invia tramite e-mail
|
Stampa questo articolo
|




(media: 5,00 su 5)



(media: 5,00 su 5)



(media: 5,00 su 5)



(media: 5,00 su 5)



(media: 5,00 su 5)© 2007-2010 lo Stivale Bucato • Powered by WordPress • Registrazione tribunale di Roma n. 64/2007 del 2 marzo 2007 • Disclaimer e gerenza
1
Ma io dico… quella m… di Povia perkè ancora non l’hanno eliminato dal festival??? C’è qualcosa dietro? Bisognerebbe proprio indagare……..