Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

“Io odio i cinesi”


cinese thumb Io odio i cinesi

Il vendicatore… non gradito

Mangia nei ristoranti cinesi di tutta Italia senza pagare. Per anni. E viene sempre assolto. La notizia, incredibile, è stata riportata alcuni giorni fa da un’agenzia di stampa. E noi de lo Stivale Bucato non potevamo non occuparcene. Ma andiamo con ordine. L’uomo – che agisce sempre alla stessa maniera – si siede a tavola e ordina antipasto, primo, secondo, contorno, birra, dolce e caffè. Poi, quando arriva il conto, si presenta alla cassa e si rifiuta di pagare. Il motivo? Perché – testuali parole – prova “da sempre un profondo odio per i cittadini cinesi“.

Vittime del “vendicatore”, infatti, sono esclusivamente i ristoratori con gli occhi a mandorla. Colpevoli, a suo avviso, del fatto che nel loro Paese (e anche nel nostro) i lavoratori vengano spesso sfruttati oltre ogni limite umano. Quale modo migliore per vendicarsi, allora, se non quello di andare a mangiare nei loro ristoranti rifiutandosi di pagare? “Ho mangiato a sbafo praticamente in tutti i locali gestiti da cinesi della Capitale, e in molti altri esercizi in Italia”, ha spiegato Alex. “Il mio comportamento rappresenta una forma di protesta contro lo sfruttamento del lavoro, spesso anche minorile, operato dai padroncini cinesi a Roma” come in Cina.

Sono circa otto anni che Alex, 33 anni, mangia nei ristoranti cinesi e non paga. Un atteggiamento che inevitabilmente si conclude con la chiamata delle forze dell’ordine da parte del titolare del ristorante. L’uomo però, invece che tentare la fuga, spesso finisce anche di bere il caffè, in attesa dell’arrivo della polizia o dei carabinieri. Perché? È presto detto: una volta verificato il mancato pagamento, gli agenti lo accompagnano in commissariato per redigere la querela per insolvenza fraudolenta sporta dal ristoratore. L’accusa, però, non prevede né l’arresto né il fermo… e quindi nessuna applicazione di misure cautelari! Tra l’altro fino ad ora i processi penali in corso, tutti per insolvenza fraudolenta, sono stati o azzerati dalle legge sull’indulto oppure sono caduti in prescrizione.

Ma chi è esattamente Alex? Andando a indagare si scopre che la sua storia è davvero singolare. È il figlio di un ricco industriale tedesco e di una donna italiana che vivono tra la Germania e l’isola di Ischia; lui, invece, da tempo risiede da solo a Roma. All’inizio il padre saldava “pazientemente” i conti che il figlio non pagava; alla fine però, stanco del suo atteggiamento nei confronti dei cittadini cinesi, ha deciso di non pagare più. E così ha assunto al figlio un avvocato penalista a tempo pieno e ha deciso di pagargli “solamente” i conti degli alberghi nei quali dorme nel centro storico della Capitale (hai detto niente!).

Il ragazzo, tra l’altro, essendo stato diseredato dal padre, non avendo intestato alcun bene e non lavorando, risulta nullatenente: per questo nonostante le denunce non può pagare i conti. La sua azione di solidarietà nei confronti dei poveri lavoratori sfruttati è infatti l’unica sua occupazione a tempo pieno. Alex, qualche settimana fa, si è anche recato direttamente a Pechino per manifestare la propria solidarietà al popolo tibetano perseguitato dal governo cinese, ma al momento – evidentemente – senza ottenere molti effetti positivi.

Una raccomandazione: ora che sapete – se, come noi, non lo sapevate – che non pagare il conto al ristorante non comporta una pena eccessivamente grave… mi raccomando non andate a mangiare a sbafo nei ristoranti della vostra città dicendo che ve l’hanno consigliato i giornalisti de lo Stivale Bucato!




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  • leestan97

    ascolta brutto figlio di un cane perche` al posto di andare a scrocco nei ristoranti cinesi e pretendendo un servizio gratis non vai a pulire i boschi o ripulire napoli , non te ne accorgi che cosi danneggi solo i lavoratori….vai a eliminare la mafia ma sei davvero un imbecille neanche tuo padre ti riconosce io al tuo posto mi sarei suicidato… comunque sappi che se vieni nei miei locali e usi questo comportamento non so se uscirai vivo! figlio di un cane non ti mettere contro chi e` piu grande di te! ricorda in questo mondo chi ha i soldi ha la vita facile!

  • da venezia con furore

    effettivamente leenstan97 ha in parte ragione, così per protestare contro le condizioni lavorative in cina arreca solo danno ai lavoratori locali. Leenstan tradisce una arroganza tipica della convinzione di superiorità morale o forse superiorità e basta di quella cultura. La Cina e i cinesi oggi secondo me sono il problema vero del mondo intero. Sono entrati con la grazia di una bomba atomica in un sistema con equilibrio fragile e lo hanno fatto con politiche di export, di abbassamento dei prezzi tale da costringere all’estinzione di qualsiasi servizio locale radicato al territorio. Pensate al calzaturiero in riviera del brenta, ai mobilifici, fabbriche di poltrone ecc che rappresentavano il top del design mondiale sono stati sostituiti dal low-cost lasciando a casa milioni di persone. Oggi la ragazzina ch preferisce comprarsi 10 magliette cinesi da 1 euro piuttosto che una da 10 euro sta ottenendo che 1) se suo padre lavora in una fabbrica di magliette rimarrà a casa, 2) Mai lavorerà nella fabbrica del padre che per colpa di quelli come lei dovrà delocalizzare la produzione in Cina. 3) indosserà tessuto scandalosamente scadente con colori semplicemente vietati da noi ma non la loro importazione 4) arricchirà il padre del sig. leenstan97 che con i proventi comprerà un altro ristorante con personale 100% cinese. L’aumento della domanda aumenterà il prezzo del’offerta. In definitiva crede di risparmiare ma con quanto risparmiato compra pane avvelenato.
    Quando vedo un turista tipicamente Americano (quelli con il q.i. più basso) che preferisce la pizza a microonde perchè costa 5€ invece che 6 di quella in forno a legna o i maccaroni di busta in microonde invece che quelli fatti in casa da chi lo ha imparato dalla nonna mi viene una acidità che non potete figurarvi.  I turisti Cinesi vanno SOLO in ristoranti cinesi, comprano solo prodotti cinesi e perfino dai dottori cinesi, parrucchieri ecc.. Per questo ringrazio Prodi che è stato promotore dell’ apertura del mercato verso l’immensa opportunità del mercato cinese. Pensate che per vendere in Cina bisogna produrre in Cina e questo dice proprio tutto. Adesso è tardi. ci siamo regalati la vita speriamo almeno nella reincarnazione perchè questa è andata del tutto a puttane per colpa di quattroi coglioni che hanno voluto favorire non il popolo ma i vari Benetton, defonseca, del vecchio. Servirebbe la reintroduzione dei dazi tanto più alti quanto più alte sono le barriere fiscale imposte da quel modello di paese democratico che è la Cina.. Servirebbe che per prendere una attività in Italia ci fosse l’obbligo di assumere almeno il 90% di personale Italiano o europeo, che il prossimo coglione come il per fortuna ex ministro brunetta che osa darci dei fannulloni perchè dovremmo imparare a lavorare dai cinesi finisse quantomeno in una galera con secondini della cgil-cisl-uil. Se tutto questo venisse attuato da tutta l’europa e magari l’america il modello cinese rimarrebbe in incubatrice fino a che non diventasse compatibile con il resto del mondo. Gli USA oggi piangono la loro scelleratamente prematura apertura al mercato cinese. Naturalmente adoro la cultura cinese o quanto è rimasto dopo la manina “santa” del maoismo e il singolo cinese per me è un individuo come molti altri. Parecchio diffidente, chiuso, furbetto come pochi, che non ha capito molto sul resto del mondo se non come arricchirsi e l’unico comandamento che conta è :” ricorda in questo mondo chi ha i soldi ha la vita facile! “. Non.. “ama il tuo prossimo come te stesso” o “non rubare non uccidere”.. Andate  pure a mangiare in ristorante cinese.. mi raccomando. Chissà almeno che non riusciate a digerire.

FRASI CALT


Scrittori
"C'è gente tanto brava da scrivere due libri contemporaneamente: il primo e l'ultimo" (Mark Twain)

 

 

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