Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

Miao, ho perso il treno


treno1 thumb Miao, ho perso il treno

Miao, ho perso il treno

Vi siete mai chiesti di che materiale è fatto il treno su cui state viaggiando? No? Molto male, il vostro animaletto potrebbe essere a rischio espulsione. Non ci credete? Leggete che cosa mi è successo…

18/12/2008
Parto con l’Eurostar delle 06.45 per scendere in Calabria assieme al mio gatto, Puck, per un appuntamento di lavoro. Viaggiavo, come previsto dal regolamento di Trenitalia, con Puck nel trasportino, con il libretto sanitario e con il biglietto (gratuito) per i piccoli animali.

Dopo circa un’ora di viaggio è arrivato il controllore, che mi ha obbligata a scendere dal treno perché Puck non poteva viaggiare. Oltre al danno la beffa: il controllore ha anche sostenuto che il biglietto del gatto, poiché gratuito, non andava fatto… forse non ha letto il regolamento!

A Napoli ho parlato con diversi dipendenti delle Ferrovie per capire che cosa avrei dovuto fare. Il primo ha sostenuto che il mio viaggio sul treno successivo sarebbe dipeso solo dal buon cuore del capotreno. Il secondo mi ha detto che sicuramente sul treno avrei dovuto pagare una multa di 8 euro. Infine al centro assistenza, invece, mi hanno rassicurata sul fatto che non avrei dovuto pagare nessuna multa, perché il biglietto che possedevo era di classe superiore a quella in cui avrei viaggiato. Nemmeno lì, però, mi hanno spiegato perché ci hanno fatto scendere dal treno… misteri ferroviari!

Morale della storia: siamo arrivati a destinazione – io e Puck – con oltre 2 ore e mezza di ritardo sull’orario di arrivo previsto. Ho dovuto viaggiare in piedi in un treno di classe inferiore rispetto a quello per cui avevo pagato. Il povero Puck è dovuto rimanere bloccato in una gabbietta per oltre 9 ore.

Arrivata a Lamezia Terme ho cercato di capire che cosa fosse successo. E lì, udite udite, mi è stato chiesto di che materiale fosse fatto il treno (ammetto di essermi sentita come un concorrente di “Chi vuole essere milionario”).

Col senno di poi ho saputo che non è permesso il trasporto di animali sui treni “effettuati” con materiale ETR 450 (che poi non ci è dato sapere né che materiale sia, né dove sia scritto il materiale usato). Ahimé, il “materiale” del treno sul quale io e Puck eravamo saliti era proprio ETR 450.

treno2 thumb Miao, ho perso il treno

Vengo anch’io

Ho cercato di difendermi dicendo che avevo pagato un biglietto e dichiarato l’animale, per cui Trenitalia, accettando i miei soldi, mi aveva dato il permesso di salire sulla vettura.

La risposta è stata che:
- Il capotreno che ci ha buttati giù dal treno aveva ragione perché seguiva delle direttive;
- Il bigliettaio che mi ha venduto il biglietto aveva ragione perché il treno viene composto un’ora prima della partenza, per cui lui non poteva sapere di che materiale fosse fatto.

Dunque avevano tutti ragione, me compresa visto che ho pagato anche profumatamente il biglietto. A questo punto la colpa di chi è? Ho capito, è di Puck! Quel bastardo – ops! – meticcio, di un felino ha preteso di dover viaggiare.

Trovo assurdo che io debba comprare un titolo di viaggio e sperare che possa utilizzarlo. Non credo che le associazioni dei consumatori possano permettere ciò. I signori dei treni fanno di tutto per rendere il viaggio con gli animali impossibile. Noi padroni allora che dovremmo fare? Abbandonare i nostri amici a quattro zampe? Comprargli un’auto e sperare che imparino a guidare e arrivare da soli a destinazione?

Fatto sta che in data 21/12/08 ho inoltrato al gruppo delle Ferrovie dello Stato la mia lamentela (protocollo numero 182). Sul modulo c’era scritto che entro 30 giorni avrei avuto una risposta. Risposta che a tutt’oggi (27/01/09, ndr) ancora non è pervenuta.

Trenitalia ringrazia per la preferenza accordata.




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