Quindicinale satirico online   •   Anno IV, numero 10 (26 luglio 2010)

 

Non vuoi perdere il bagaglio? Usa una pistola


Non vuoi perdere il bagaglio? Usa una pistola

Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di sicurezza negli aeroporti, soprattutto dopo i tentati attacchi terroristici avvenuti nei cieli sopra gli Stati Uniti a Natale. Ci sono le polemiche per l’introduzione – ormai quasi certa in tutta l’Unione Europea – dei body scanner e quelle relative alle interminabili file al check-in per i controlli di sicurezza, per cui ormai prendere un aereo è diventato un incubo. Ma siamo sicuri che tutti questi controlli e tutta questa attenzione rappresentino un fattore negativo? Perché molto probabilmente possiamo sfruttare le regole di sicurezza per un nostro tornaconto personale: far sì che i bagagli che imbarchiamo arrivino sempre perfetti a destinazione.

Come? Inserendo all’interno del bagaglio una pistola. Non stiamo scherzando, si tratta di un “trucco” molto semplice e funzionale. E se leggerete fino in fondo capirete che non si tratta di un’operazione poi così difficile. Immaginiamo di dover essere costretti a viaggiare con delle attrezzature tecnologiche (computer, macchina fotografica professionale) o degli effetti personali costosi (abiti, gioielli, orologi) nel bagaglio da stiva: saremmo preoccupatissimi per tutto il tempo del viaggio, e arrivati a destinazione, tremeremmo di fronte al nastro di riconsegna bagagli nell’attesa di veder spuntare la nostra valigia. E se, invece, in modo praticamente gratuito ottenessimo un’assicurazione extra per il nostro bagaglio, in modo tale che non venga perso d’occhio in nessun passaggio aeroportuale e, soprattutto, che i “facchini” lo trattino con grande cura?

È semplice: basta sfruttare bene le regole di sicurezza internazionale. Se si viaggia con una pistola, un fucile, un taser o uno starter, bisogna rivolgersi in fase di check-in alle autorità doganali, denunciando la propria arma e mostrando la propria licenza. A quel punto, alla valigia verrà attaccata una targhetta con un microchip e, di conseguenza, saranno avvertite tutte le figure professionali che, da quel momento in poi, maneggeranno la valigia fino a destinazione.

Una pistola starter, pur non essendo pericolosa, è considerata un’arma da fuoco

Chi me la dà una pistola, direte voi? E come faccio con la licenza? È qui che si sbaglia: perché, come dicevamo, anche una “starter” (le pistole che sparano a salve e che vengono utilizzate nelle gare di atletica o di nuoto) è considerata un’arma da fuoco, ma non essendo pericolosa ed essendo utilizzata da molti atleti non ha bisogno di licenza.

Il gioco è fatto: una volta acquistata una starter (20 euro su internet o in un negozio di articoli sportivi) basterà dichiararla al check-in. Un agente aprirà la valigia, controllerà il tutto, applicherà una targhetta e nessun addetto aeroportuale o alla sicurezza vorrà prendersi la responsabilità di aver perso nei meandri dell’aeroporto una valigia contenente un’arma. Per questo tutti saranno attenti a maneggiare il nostro bagaglio con cura e a restituircelo (attraverso, tra l’altro, un “tappeto” preferenziale, e non quello in cui girano, arrivati a destinazione, tutte le valigie).

Non si tratta di un’idea tanto strampalata: ultimamente il trucco viene utilizzato sempre più da fotografi, ingegneri elettronici o semplici “ricconi” che portano con sé oggetti di gran valore. Il primo lettore che prende un aereo lo provi, e ci faccia sapere nei commenti com’è andata!




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Ci sono 2 commenti a “Non vuoi perdere il bagaglio? Usa una pistola”

  1. Umberto il 1 febbraio 2010 alle 17:41 ha scritto:
    1

    ehi, io una volta ho cercato di comprare uno starter ma mi hanno squalificato!!!!!!

  2. Antani il 16 febbraio 2010 alle 13:17 ha scritto:
    2

    Certo… chi di noi non ha una valigia da imbarcare? Comunque interessantissimo l’articolo… e chissà che il consiglio non sa davvero giusto ;) ;)

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FRASI CALT


George W.
"Era uno stato sostenitore del terrorismo. Cioè, il nostro Governo aveva dichiarato: tu sei uno Stato sostenitore del terrorismo" (George W. Bush)


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