Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

Quella sporca suina


topo gigio brunetta thumb Quella sporca suina

Topo Gigio Brunetta

Influenza Suina, H1N1, Influenza A, pandemia virale, apocalisse infettiva… sono molti i nomi con cui si potrebbe chiamare la patologia più discussa del periodo. Ne sentiamo parlare da mesi in tv, nei bar, nei centri anziani, negli asili… tutti in attesa di qualcosa, di un’evoluzione. Poi, finalmente, il 4 settembre, dopo settimane di inutile psicosi, è arrivata la tanto attesa vittima!

Si tratta di un napoletano di 51 anni, cardiopatico e gravemente diabetico. Ma il conto delle vittime dell’H1N1 in Italia è destinato a salire, e la lista si allunga con: una 46enne di Messina sofferente da tempo di broncopolmonite (deceduta il 19 settembre); una donna di 57 anni affetta da gravi patologie respiratorie (morta a Cesena il 22 settembre); e l’ultimo, un signore di 85 anni di Prato, cardiopatico affetto da fibrosi polmonare (morto il 2 ottobre).

È vero: forse i pazienti avevano già dei piccoli problemi respiratori, alcuni erano in là con gli anni, però… resta il fatto che è stata l’influenza A a liberare i pazienti da quella grave ossigeno-dipendenza chiamata vita.

Ora sì che possiamo terrorizzarci come tanti vitellini in fila al mattatoio, confortati dalla voce amica del viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, che dichiara: “I giovani sono quelli che rischiano di più”.

Il panico è totale.

Il Ministero assume addirittura Topo Gigio per girare un video che informi i cittadini sulla gravità dell’influenza (in realtà era Brunetta travestito). Le Tv e i giornali vomitano decaloghi su come scongiurare il contagio:

    • Evitare di baciarsi;

        Evitare di tossire;

          Evitare di abbracciarsi;

            Non salutarsi;

              Evitare di leccarsi le dita dopo aver mangiato Fonzies;

                Se proprio ci si deve toccare usare il preservativo;

                  Non mettersi le dita nel naso, e in nessun altro posto;

                    Respirare con discrezione.

                    ..insomma, sembra di essere tornati all’epoca della peste bubbonica!

                    In questo regime di terrore vengono snocciolati dati sfusi, e dal sito del Ministero della Salute si evince che dal primo maggio al 27 settembre 2009 si sono registrati 2.557 contagi confermati. Di questi, come detto, ne sono deceduti “ben” quattro.

                    Statistiche alla mano appare evidente che è molto più pericoloso attraversare sulle strisce, ridere mentre si beve Coca Cola, masticare pane secco, fare pipì in Autogrill, starnutire con le chiavi della macchina in mano… che morire di questo virus.

                    Se poi si pensa che, in media, per le influenze stagionali ogni anno muoiono cinquemila persone, perché l’influenza Suina dovrebbe essere così spaventosa? Perché non passano giorni senza che i telegiornali ne parlino come fosse l’Armageddon? Le ditte farmaceutiche hanno così tanto bisogno di sponsor? È utile un vaccino più dannoso del virus stesso?

                    Noi de lo Stivale Bucato crediamo che i media debbano informare, e non seminare panico. Ops, è vero… siamo in Italia…!

                    Chissà: magari negli altri paesi quando sentono parlare di suina in televisione… si preparano ad ascoltare una nuova avventura del nostro premier!




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