Quindicinale satirico online • Anno IV, numero 10 (26 luglio 2010)
Al giorno d’oggi se non sei su Second Life non sei nessuno. Ma che diavolo è Second Life? Per capirlo, lo Stivale Bucato ha deciso di creare un proprio personaggio virtuale: l’affascinante e procace Nolife. Che ha scoperto, a proprie spese, che la seconda vita virtuale è piena zeppa di perversioni reali. Si è imbattuta (e, in alcuni casi, è stata trascinata) in luoghi inquietanti dove si praticano pedofilia, zoofilia, sottomissione, prostituzione. E i risultati (documentati fotograficamente) sono stati assolutamente sconcertanti.
Giornali, televisioni, siti internet. Tutti parlano, e sempre più spesso, di Second Life: una “seconda vita” in un mondo virtuale che ognuno di noi può costruirsi con un computer e un collegamento a internet. Una sorta di universo parallelo in rete che copia vizi e virtù di quello reale. Non passa giorno, ormai, che non si senta parlare di quella che possiamo definire la moda del momento: la Svezia ha aperto un’ambasciata su Sl, politici di tutto il mondo vi conducono le proprie campagne elettorali, le rock star organizzano concerti, mentre sempre più aziende lanciano nuove campagne pubblicitarie (per prodotti rigorosamente reali).
Ma che cos’è Second Life? È un mondo virtuale popolato ormai da oltre sette milioni e mezzo di cittadini (di cui circa duecentomila italiani). I cittadini in questione si chiamano, in gergo, “avatar” e sono veri e propri alter ego dei giocatori nel mondo virtuale, che si muovono come in un videogioco rispondendo ai comandi della tastiera. Avatar che, al momento dell’iscrizione, ogni giocatore deve creare scegliendo tra centinaia di caratteristiche fisiche predefinite (corporatura, capelli, occhi, pelle e così via). Una volta creato l’avatar, si sceglie un nome e un cognome e si inizia a girare per un mondo, sconfinato, fatto di isole e pieno di negozi, ristoranti, attività commerciali, aree per soli adulti. Noi dello Stivale Bucato abbiamo voluto mettere il naso in quella che è diventata ormai la moda del momento, e così abbiamo creato il nostro avatar. Simbolicamente e polemicamente battezzato Nolife, il personaggio dello Stivale è una donna alta, bionda e soprattutto sexy. Che ha scoperto a proprie spese che nel mondo virtuale sono soldi e sesso, con le loro perversioni, a farla da padrone.
Soldi. In Second Life, infatti, esistono una moneta di scambio, il Linden Dollar, e un vero e proprio sistema di cambiavalute: per un dollaro americano (reale) si ottengono 300 Linden Dollars e si calcola che in una giornata-tipo vengano scambiati circa due milioni di dollari statunitensi. Tanto che, addirittura, c’è chi ha creato una vera e propria attività lavorativa online che, col tempo, è diventata più redditizia di quella reale. Tra queste attività, ad esempio, spicca la creazione di casinò e bordelli. E dove ci sono soldi non possono mancare, come nella vita reale, fenomeni di latrocinio e di prepotenza: sono stati segnalati, infatti, casi di scippi e, addirittura, di pizzo. Sì, avete capito bene. Alcuni utenti, attraverso dei trucchi informatici, riescono a minacciare i proprietari di negozi virtuali: “Se non paghi, tutti i clienti che si avvicineranno al tuo negozio verranno lanciati in aria”.
Sesso. Ma è soprattutto l’industria del sesso che viene alimentata dagli imprenditori virtuali. Oltre alle classiche case chiuse e a luoghi dove è possibile fare sesso in privato o davanti a tutti, si moltiplicano anche a vista d’occhio posti dove praticare attività più o meno perverse come la zoofilia, la pedofilia, il sadomaso, la sottomissione.
Ma come si fa a fare sesso nel mondo virtuale? Prima di tutto dobbiamo precisare che non è l’utente a fare sesso (ovvio!), ma il suo alter-ego virtuale (anche se in molti dichiarano di eccitarsi durante l’azione). L’atto in sé è molto semplice e, sinceramente, non ci è sembrato eccessivamente “eccitante”. Su Second Life si trovano in continuazione delle “balls”: segnaposto che, se toccati dal personaggio, gli permettono di compiere una determinata azione. Ad esempio, se si va in discoteca ci sono le “balls” che consentono di ballare; in barca ci sono “balls” che permettono di remare o prendere il sole, e così via. Se, invece, si va in case chiuse e altri luoghi di perdizione, le “balls” danno la possibilità al personaggio di fare sesso in tutte le posizioni possibili e (non) immaginabili. Ma c’è un’altra curiosità da mettere in luce: l’avatar, di per sé, non è dotato dell’organo sessuale, e quindi, per rendere più realistica l’azione, la maggior parte dei frequentatori assidui di luoghi espliciti acquista “peni eretti” o “vagine finte” da indossare.
Sesso “tradizionale”. Nolife non ha fatto in tempo a mettere piede nel mondo virtuale che subito una serie di aitanti avatar l’hanno circondata iniziando a fare proposte più o meno esplicite. Così, per capire il funzionamento del sesso nel mondo virtuale abbiamo iniziato a seguire qualche “belloccio”. D’altra parte, è difficile che su Second Life si trovino avatar brutti: chi è, infatti, che potendo scegliere si “disegnerebbe” basso, brufoloso e obeso? Attraverso il teletrasporto (già, perché su Second Life ci si può teletrasportare e volare) ci hanno condotto in stanze private dove, tolti i vestiti, indossato il più o meno dotato “pene finto” (anche in Second Life esistono problemi di “misure”!) e senza troppi preamboli hanno iniziato il rapporto con il nostro personaggio. Da evidenziare che spesso alle pareti ci sono immagini di sesso reale e televisori che trasmettono filmati vietati ai minori.
Umiliazioni. Tra i luoghi virtuali più visitati ci sono, incredibilmente, locali o palazzi interamente dedicati alla sottomissione sessuale. Esiste, ad esempio, una “Carnal street” dove ci si può recare se si muore dalla voglia di essere stuprati o comandati a bacchetta da “padroni” senza scrupoli. C’è da dire che anche in luoghi del genere esistono regole ben precise da rispettare: il sesso dev’essere libero e non a pagamento, non sono ammessi minori né armi, mentre sono tollerati oggetti di tortura sadomaso come fruste e manette. E se il tuo personaggio si sente un po’ inesperto e fuori luogo, può sempre frequentare la scuola di sottomissione per ragazze, dove imparare posizioni e trucchi del mestiere, con tanto di banchi, lavagne, cattedre e insegnanti. E per i più indisciplinati è prevista una sosta in cella, “allietata” (si fa per dire) da variegate macchine di tortura sessuale. Eccola la tanto agognata riforma del sistema scolastico!
Non è tutto, però: la cosa forse più inquietante (ma che, se vista con distacco, fa morire dal ridere) è quella che abbiamo ribattezzato l’”Isola dello sperma”. Si tratta di un parco un po’ particolare. Al posto del laghetto c’è una piscina: non è riempita di acqua dolce né di acqua di mare ma… indovinate di cosa? Sì, proprio il fatidico liquido biancastro che dà il nome all’isola. Come in ogni parco che si rispetti, non mancano poi le fontane per dissetarsi. Inutile sottolineare che non si tratta, nemmeno in questo caso, di acqua potabile. E se preferite il contatto “fisico”, c’è sempre la possibilità di chiedere agli avatar di masturbarsi per voi. Con tanto di orgasmo finale.
La perversione non si limita allo sperma: esistono luoghi analoghi per chi predilige dissetarsi con l’urina.
Satanismo. Le perversioni sessuali s’intersecano anche con il culto del diavolo. Esiste infatti un “castello satanico” in cui ci si può sacrificare per il demonio. Le stanze sono caratterizzate da enormi pentacoli con il volto di Lucifero dipinti sul pavimento, sui quali ci si può stendere per divenire oggetto di sacrificio: e così si può scegliere di essere ustionati con cera bollente oppure di essere legati a una trave di legno ed esporre le proprie parti intime alla fiamma di un grosso cero. Non mancano, inoltre, luoghi dov’è possibile fare sesso davanti a riproduzioni blasfeme d’immagini sacre.
Pedofilia. Purtroppo anche nel mondo virtuale esistono gli “orchi”: la pedofilia è una pratica altamente diffusa. Precisiamo: per iscriversi a Second Life bisogna dichiarare di essere maggiorenni; tuttavia, è possibile, con degli accorgimenti tecnici, modificare le proprie sembianze, prendendo quelle di un avatar-bambino. E così si vengono a creare situazioni in cui un avatar adulto può abusare di uno più piccolo. Esistono zone ad hoc, difficili da raggiungere, in cui l’arredo (rigorosamente di colori pastello) ricorda l’infanzia, con bambole, orsacchiotti, disegni infantili disseminati un po’ ovunque. Lì è possibile interagire con gli avatar-bambini, facendo finta di sedurli offrendogli giochi o caramelle fino ad arrivare a stanze assolutamente inquietanti: mentre sulle pareti scorrono immagini di bimbi con i pannolini, si può fare sesso con gli altri avatar presenti.
Zoofilia. Ma le perversioni sessuali non si limitano agli esseri umani. Il mito di Cicciolina e del suo cavallo è arrivato fin dentro Second Life: anche gli “amanti” degli animali hanno luoghi a loro dedicati, in cui è possibile intrattenersi con cavalli o cani, scegliendone razza, colore e “dimensioni”. E come se non bastasse, mentre ci si fa cavalcare da stalloni senza pietà, si sentono nitriti e altri versi animaleschi. Così come i club dedicati ai pedofili, anche questi luoghi sono sempre molto affollati.
Abbiamo elencato le perversioni più estreme trovate in un mese di ricerche. Innumerevoli, ovviamente, anche i luoghi dov’è possibile praticare la prostituzione (tra l’altro uno dei modi più facili per guadagnare soldi su Second Life), dove fare i guardoni o conoscere avatar appartenenti al mondo gay e bisex.
Sicuramente Second Life non è solamente sesso, prostituzione e perversione: ci sono anche molti luoghi interessanti, dove si fa cultura, dov’è possibile visitare mostre, ascoltare concerti, svolgere normali attività commerciali. Colpisce, però, il fatto che nella creazione di un mondo virtuale che potrebbe e dovrebbe essere ideale, vengano riprodotte le più spinte perversioni umane. E addirittura questi luoghi sono tra i più visitati di tutta Second Life. È come se l’intermediazione di un avatar facesse cadere qualsiasi barriera, spingendo l’utente a esplorare mondi ai quali nella vita reale non si sognerebbe mai nemmeno di accostarsi.
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Da quello che ho letto su second-life noi umani non facciamo veramente quello che in realtà vorremmo fare…siamo tutti un pò falsi! Molto probabilmente è proprio second-life il mondo reale!!!
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