Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

Un coccodrillo per “re Mike”


mike1 thumb Un coccodrillo per re Mike

Mike rischia tutto

Non so se mi sconvolge di più la morte del sempiterno Mike, o il fatto che si preparino articoli, commemorazioni, trasmissioni televisive in onore dei grandi personaggi defunti quando, però, questi sono ancora vivi e vegeti.

Non a caso chiamati “coccodrilli”, questi melodrammatici, nostalgici servizi sono in archivio nelle trasmissioni – immagino – dal giorno stesso in cui qualcuno, fino ad allora sconosciuto o ininfluente, rientra nell’albo dei famosi, di quelli che contano; e lo seguono attimo per attimo con sguardo minaccioso, come la falce della Signora Morte, allungandosi ogni giorno un po’.

A pensarci bene chissà che rogna per i colleghi giornalisti un famoso così longevo come Mike Bongiorno. Il primo coccodrillo in suo onore sarà stato di sicuro in bianco e nero, pronto per andare in onda alle otto al posto del famigerato “Carosello”, tra le bestemmie dei più piccini. Avranno dovuto rimodernarlo un milione di volte, aggiungendo un’immagine da “Rischiatutto”, piuttosto che da “Genius”, “La ruota della fortuna” ovvero “Bravo Bravissimo”, un frammento da “Telemike” o da uno dei suoi 230 Festival di Sanremo.

Immagino lo stato d’animo in sala montaggio, mentre si scorrono immagini dopo immagini, da montare su musiche tipo “Lezioni di piano”, con tanto impegno da farsi scendere anche una lacrimuccia in fase di lavoro, e invece fuori dalla redazione al protagonista dello speciale fischiano le orecchie mentre, magari, se la spassa con famiglia o amici, ignaro dell’esistenza di un file col suo nome nel libro nero dei servizi mortuari. Lo trovo davvero orribile!

Tuttavia, anche considerata la sfacciataggine di una tale – subdola seppur inevitabile – pratica, credo mi sconvolga di più la morte di Mike! Ecco perché stavolta il coccodrillo glielo dedico io!

Effettivamente nella concezione della realtà che mi sono fatta venendo al mondo, e poi giorno per giorno fino ad oggi, Bongiorno c’è sempre stato. Non avrei mai pensato si potesse mettere in dubbio la sua presenza. Sono cresciuta con il suo viso, la sua voce, le sue cento imitazioni, le sue mille gaffes e tutti i suoi “Allegria, amici ascoltatori”.

Prima donna della Tv, con una spietata fissazione per la corretta pronuncia americana ed un discutibile gusto nella scelta delle vallette; re del quiz, pignolo, presuntuoso, sempre diverso e sempre uguale a se stesso. Perpetuo ed ineluttabile, faceva parte di una specie di clausola nel contratto d’acquisto del televisore: un avvertimento sui rischi dell’utilizzo dell’apparecchio del tipo “O così o niente, se vuoi vedere la televisione, devi prenderti pure Mike!”. Com’è possibile che se ne sia andato via?

Ha presentato la prima trasmissione della televisione di Stato (“Arrivi e Partenze”), non so se è chiaro: la PRIMA trasmissione!!! Per non parlare di “Lascia o Raddoppia”, quando per vedere la Tv si andava a casa del parente ricco e ci si sedeva in venti davanti ad un quattordici pollici. Lui c’era prima ancora di tutto: quando Dio creò l’uomo lui c’era, e con sguardo indulgente lo corresse: “Si dice Man!”; c’era quando a teatro non si vedevano né gambe né seni, ma solo uomini, e uomini travestiti da donne; e c’era quando ancora Baudo non sapeva leggere.

Credo di averlo “frequentato” ogni giorno della mia vita, e così lui è un po’ come lo zio scassapalle che c’è in ogni famiglia, ed un po’ come un supereroe: non si è mai sentito Batman che muore! Sarà forse una leggenda metropolitana; sarà uno scherzo o un falso allarme; o sarà una trovata pubblicitaria così da domani ce lo troveremo con Fiorello e San Pietro nella pubblicità di Infostrada. Sarà un nuovo giallo, o un nuovo format televisivo da lui ideato. Da uno come Bongiorno ci si aspetta di tutto.

Ma se così non fosse, caro Mike, lo Stivale Bucato ti saluta.




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