Quindicinale satirico online • Anno IV, numero 10 (26 luglio 2010)
Mancano pochi giorni alle elezioni, oserei dire “Grazie a Dio!”, perché questa volta dalle mie parti, sul tacco dello stivale, di buchi se ne sono visti di tutti i tipi!
Volendo sorvolare sulle nomination che, come sempre, assicurano un posto da candidato a tutti ma proprio tutti i tipi di gente, dall’analfabeta al delinquente, dal corrotto all’ebete, da quello che è una brava persona ma di politica non capisce niente a quello che della politica ha capito tutto e, quindi, non è affatto una brava persona, vorrei porre qualche minuto di attenzione sulle multiformi strategie che i candidati della mia zona hanno messo in atto inseguendo il sogno, o per alcuni la chimera, di salire, il 7 giugno, sul carro dei vincitori.
È risaputo che in periodo di campagna elettorale ogni politico, o aspirante tale, gioca tutte le sua carte “migliori” per accalappiarsi il favore del popolo, o della maggioranza, o anche solo di alcuni, basta che questi alcuni siano sufficienti a garantire una calda, comoda poltrona all’interno di qualche sala consiliare. E siccome i gusti sono gusti, ed in quanto tali estremamente personali, a mio parere quest’anno, tra manifesti e manifestazioni, slogan e striscioni, foto e paroloni, se ne sono viste e sentite delle belle!
Così, nella terra delle orecchiette alle cime di rapa l’idea è stata quella di donare loro un bel primo piano su un manifesto 6×3. Come loro chi? Le orecchiette e le cime di rapa. Ma non solo quelle: anche cozze e provolone testimoniano quello che nello slogan è definito “legame indivisibile” per far riferimento proprio a ciò che unisce il candidato sindaco in questione ed il capoluogo pugliese. Per non parlare di quanto è accaduto dopo le ultime giornate del campionato di calcio che hanno garantito al Bari, come moti di voi sapranno, la possibilità il prossimo anno di confrontarsi con le grandi nel campionato di serie A. E quando alla competizione elettorale si abbina l’orgoglio sportivo ecco che tutti i manifesti sfoggiano delle gigantesche biancorosse A, le réclame fanno appello ai tifosi ed alla gara concorrono anche improbabili personaggi come, nel caso specifico, il capo ultra del San Nicola.
Ma non è tutto: quest’anno si va sul solidale e nelle foto i candidati abbracciano bambini, vecchietti, disabili, negretti; c’è chi si presenta con tutta la famiglia e chi invece, senza neanche un simbolo di partito per lanciare un’asta al miglior offerente del tipo “al diavolo le ideologie, basta che qualcuno abbia il coraggio di candidarmi!”
I partecipanti si presentano col solo nome proprio, creando bizzarre sfide ed intriganti equivoci in caso di omonimia, si lanciano via manifesto messaggi personali più adatti alla cartella sms sulla memoria del telefonino, o si dichiarano pronti “correre il rischio dell’onestà”: ma che cacchio significa!
Esaurita la fantasia, per gli slogan bisogna andare a ripescare qualcosa dalle canzoni, ecco come ci si ritrova a leggere cose del tipo “Per fortuna che c’è Riccardo” oppure “Sincerità, un elemento imprescindibile”… Cose da farti passare la voglia di andare a votare! Così, periodicamente, questo è quello che ci tocca subire, non bastavano più falsissimi sorrisoni a 32 denti con sotto un semplice “vota e scrivi Mario Rossi”!
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