Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Incalzato dai magistrati comunisti, il premier decide di fuggire nel futuro: un’occasione utile anche per vedere se la sua capigliatura ha effettivamente la tenuta assicurata dai mastri catramai che l’hanno costruita. Il film della settimana de lo Stivale Bucato
È il remake del noto film “Ritorno al futuro” di Robert Zemeckis, con opportuni adattamenti. Il nuovo film della Stivalebucato Production vede come protagonista ancora una volta il nostro amato premier (non facciamo più un film senza di lui) che, incalzato dai magistrati comunisti, decide di fuggire nel futuro: un’occasione utile anche per vedere se i processi si sono prescritti e se la sua capigliatura ha effettivamente la tenuta assicurata a suo tempo dai mastri catramai che l’hanno realizzata.
La macchina del tempo però non è come nel film originale una De Lorean trasformata: è più modestamente una Fiat dell’era Marchionne di fattura più modesta che con tutte le sue forze non riesce a proiettarsi oltre l’anno 2013. Ma è sufficiente per sfuggire al presente.
Berlu si ritrova così nel futuro dove scopre che lo scenario del Paese nel 2013 è mutato radicalmente. A prima vista il futuro appare molto più sereno. Nessuno è più preoccupato per gli operai della Fiat che con il loro stipendio da fame arrivano a malapena a fine mese, piuttosto il Paese è preoccupato per Marchionne che guadagna in un mese come 300 operai e con questi soldi arriva a malapena alla fine del millennio.
Lo sciopero come diritto è stato soppresso, e il premier se ne rallegra: è stato soppresso con una sola eccezione per i calciatori, ai quali per decreto legge viene anche riconosciuto – dopo accese vertenze sindacali – il pagamento degli straordinari per ogni minuto di recupero oltre i 90 regolamentari di gioco. Un conquista doverosa nel camino della civiltà.
Ma non è tutto. I processi del premier nel frattempo si sono estinti e vengono esposti nei musei di storia naturale insieme ai dinosauri. Una corrente di pensiero, che va per la maggiore, cerca di ricondurre la prescrizione nell’alveo dei fenomeni naturali e la tesi più accreditata è che anche i dinosauri si sono estinti per prescrizione. Ma Piero Angela no, resiste, resiste, resiste.
Ed ecco che quando il premier ormai si è convinto di vivere in un mondo perfetto, arriva lo shock.
Vicino al museo c’è uno zoo, e qui vede se stesso dentro una gabbia. Scopre che ha perso le elezioni e vive in cattività con l’etichetta di “premier gaudens”. I guardiani informano che il poveretto non riesce a riprodursi in cattività, ma ci prova continuamente, bisogna dargliene atto, anche otto volte di seguito in una notte.
Per metterlo a suo agio e riprodurre il suo ambiente naturale gli hanno costruito una gabbia a forma di televisore con una parete di vetro tipo schermo. Dentro il televisore c’è lui, naturalmente e c’è anche una lavagna dove spiega ogni volta ai visitatori la manovra di bilancio. Da fuori i visitatori applaudono allo spettacolo.
In un’altra gabbia c’è Bossi. A forza di bere ampolline di acqua del Po ha ingurgitato una sostanza non meglio identificata, scaricata da un industria chimica, ed è diventato come Asterix dopo la pozione magica. Ora riesce a sollevare duecento chili con la sola forza del dito medio. Per non dire le inenarrabili evoluzioni che riesce a fare con la bandiera italiana. E tutti applaudono anche a lui.
Nella vasca di fianco c’è il Trota che con la pozione magica è diventato un balenottero. Bossix, insieme a Calderolix, bevono pozioni magiche a getto continuo, ruttando e ripetendo “sono porci questi romani”.
Ma Bossi prima di essere ingabbiato è riuscito almeno nell’impresa di trasferire i ministeri al nord. Però non solo li ha portati al nord, li ha portati su cime alpine non inferiori ai tremila metri dove il cellulare non prende. Così la legge impopolare contro le intercettazioni telefoniche non è neanche più necessaria. Dai “ministeri monasteri” le proposte di legge arrivano al Parlamento attraverso una funivia.
Il parlamento naturalmente è sovrano, ma l’ultima legge del governo di centrodestra ha stabilito che il parlamento può anche essere in disaccordo col governo, e in questo caso il premier può dirimere definitivamente la questione in suo favore con una solenne pernacchia pubblicata sulla gazzetta ufficiale.
Tuttavia al momento dell’azione del film le elezioni sono state appena vinte da una coalizione di centrosinistra che avrebbe la possibilità, come minimo, di abrogare tutte le leggi infami del governo di centrodestra. Ma non vi dirò cosa farà, perché il finale deve ancora essere scritto. Speriamo solo che non sia un film già visto!
Capelli
"L'unica cosa che arresta la caduta dei capelli è il pavimento" (Maurizio Costanzo)




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