Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

La vera Costituzione bucata


berlusconi costituzione thumb La vera Costituzione bucata

Silvio Berlusconi VS la Costituzione Italiana

Non tutti sanno che la Costituzione Italiana, nella versione a noi pervenuta, è il frutto di una serie di clamorosi travisamenti che risalgono alla sua prima stesura. Pare infatti che nel lontano 1948 il testo originale sia stato dettato dai costituenti ad un dattilografo un po’ duro d’orecchi (forse assordato dallo scoppio di una granata durante la guerra) e a causa di questo difetto sarebbero omessi dalla trascrizione alcuni passaggi fondamentali che se aggiunti ci restituiscono oggi un senso più illuminante dell’intero testo.

L’art art 1 comma 1 della nostra Costituzione come ci insegnano oggi dice che “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Non è così. Il testo che era stato dettato al dattilografo era “L’Italia è una repubblica democratica affondata sul lavoro”. Basterebbe oggi il semplice buon senso per risalire alla versione originale. Del resto, il fatto che la parola dettata fosse “affondata” trova riscontro anche nelle carte della costituente, fra le quali è stato rinvenuto il tabulato di una battaglia navale, ove “la Repubblica Italiana” era anche il nome di una sfortunata portaerei affondata in B5.

Il comma 2 poi prosegue dicendo “La sovranità spetta al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Si tratta di un altro clamoroso travisamento. In Italia la sovranità non spetta al popolo, bensì, come avevano dettato i costituenti, spetta al “capo-popolo”. L’ingenuità del dattilografo sordo un po’ ci commuove. Il popolo (sig!). Ripeto, si tratta di una scoperta che getta nuova luce sui tempi che corrono e ci restituisce finalmente un’immagine del paese reale non più in disaccordo con la nostra Costituzione. Ma non finisce qui.

Proseguendo nella lettura scopriamo che la repubblica non è “Una e indivisibile”, come finora abbiamo studiato, e come credono molti che si adoperano per disgregarla, piuttosto la repubblica è “prona e invisibile”, questo era il dettato originario dei costituenti alla luce dei tempi che corrono. Come contraddire tanta lungimiranza?

Sull’art 5 poi il dattilografo sordo si è perso un’intera frase. Il testo che ingenuamente sembra affermare “L’Italia ripudia le guerre” è imperdonabilmente tronco. Il testo originale invece intendeva dire “L’Italia ripudia le guerre, quando non le fa“. La seconda parte deve essere al più presto restituita al testo essendo fondamentale per giustificare il fatto che il nostro paese da 15 anni circa non si perde una guerra che una. Oltre a essere un formidabile esportatore di armi. Il che naturalmente mi rende particolarmente orgoglioso di appartenere a questo paese. Per non dire che siamo anche tra i primi esportatori di strumenti di tortura. Alla faccia di chi dice che non abbiamo imparato molto dall’inquisizione!

A proposito di inquisizione, eccoci all’articolo 8 che tutela le confessioni di religioni diverse dalla cattolica. Ancora il maldestro estensore duro d’orecchi non ha trascritto la parte in cui si spiega cosa si intendeva per confessioni: le confessioni erano intese nel senso di dichiarazioni di sincero pentimento rilasciate ad un sacerdote nel confessionale.

Prendiamo ora l’articolo 9 ove si legge che “La Repubblica promuove la ricerca scientifica”. Purtroppo è caduta in fase di trascrizione l’appendice della frase ove si dice che la repubblica promuove – come no! - la ricerca scientifica, ma prioritariamente nel ramo della tricologia! La caduta dei capelli degli alti dignitari di Stato era già per i nostri costituenti una condivisa priorità pubblica, che non si può oggi omettere dalla lettura del testo.

Per non dire del comma seguente, completamente omesso dall’estensore, ove si dice che la repubblica s’impegna a prevenire i disastri naturali e in particolare, in caso di caduta dei capelli negli alti dignitari, è competente ad intervenire la Protezione Civile.

costituzione italiana thumb La vera Costituzione bucata

Una Repubblica fondata sul lavoro…

Uno degli equivoci più bizzarri però è quello dell’art. 10, dove si legge ancora oggi l’incredibile affermazione che “La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali”. L’esame delle carte rivela che i costituenti non avevano dettato l’espressione “trattati internazionali”, di cui infatti oggi non frega niente a nessuno, ma “bis-trattati internazionali”. I bistrattati, infatti, come non solo i giuristi sanno, sono trattati che si possono calpestare impunemente.

Una perla di travisamento è anche l’art 27 ove si legge ancora oggi che “La responsabilità penale è personale”. Ma quando mai? I costituenti intendevano dire che è – come no! - personale, ma tanto personale che nessuno può ficcarci il naso neppure la magistratura. Se leggiamo l’articolo senza questa precisazione generiamo false idee sul compito dei magistrati. Cribbio!

E poi che dire dell’articolo 32? Oggi tutti pensano che i costituenti abbiano scritto che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto del cittadino”, non è vero? Ecco non è vero, in realtà i costituenti avevano scritto un testo più circostanziato, affermando che la repubblica tutela – come no! - la salute del cittadino a condizione che il cittadino sia un feto, o sia in coma irreversibile. Nel periodo che sta in mezzo tra questi due eventi – con tutto il rispetto – sono cazzi suoi.

Inoltre fa sorridere che qualcuno oggi pretenda di avere un parlamento di soggetti incensurati. La nostra Costituzione, se non fosse accaduto quell’incidente che dicevo all’inizio, oggi affermerebbe che sono eleggibili in parlamento tutti coloro che hanno raggiunto i vent’anni, “con o senza sospensione condizionale della pena”. Anche questa illuminante disposizione purtroppo non ci è pervenuta e sono lieto di colmare questa lacuna.

Richiamo poi alla vostra attenzione l’art 59 che dice “È senatore di diritto a vita chi è stato presidente della Repubblica”. Il vero testo aggiungeva che non solo gli ex-presidenti erano senatori a vita, ma anche chi ha desiderato diventare presidente della repubblica molto intensamente per almeno 15 anni. Accidenti, ma non bastava il buon senso per risalire a questa verità? Ricribbio!

Per non dire di quell’articolo interamente perso, ma recuperato dalla saggezza del nostro premier, ove si affermava che “La carica di presidente del Consiglio è incompatibile con quella di imputato e il titolare deve rinunciare a una delle due”. Attenzione, se questa disposizione non fosse stata dettata dopo la pausa pranzo, proprio mentre il dattilografo subiva un colpo di sonno fulminante, eviteremmo oggi di scandalizzarci nei casi in cui il premier disinvoltamente si libera dei capi di imputazione incompatibili con la sua carica. Riricribbio.

Nel testo dettato era prevista anche una disposizione particolarmente saggia ove si affermava che i magistrati nell’esercizio delle loro funzioni devono sempre essere “obiettivi”, e se centrati non devono lamentarsi . Al massimo – come annotato a margine dai costituenti – se colpiti possono sollevarsi come gli orsetti del tiro a segno dei luna park.

Concludo con la perla di tutti gli equivoci e qui – devo dirlo – il nostro dattilografo si è davvero superato. Credete voi davvero che l’art 101 dica “I giudici sono soggetti soltanto alla legge”? Nossignore, i costituenti avevano dettato “i giudici sono soggetti soltanto alle logge“. Pensate quanti guai ha provocato questo equivoco nella storia della Repubblica: se lo avessimo saputo i magistrati non avrebbero perso tempo per esempio a inquisire un imputato con la tessera della P2 e così via.

E dite poco?




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