Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
La Casa di produzione “Pellicole Bucate” propone una serie di remake cinematografici di sicuro successo per il GRANDE SCHERNO
Sindrome Cinese è un remake attualizzato dell’omonima pellicola del 1979 con Jane Fonda. Un film che intendeva mettere in guardia contro il rischio del nucleare. Il remake ha come protagonista l’oncologo Umberto Veronesi. Tutta la prima parte è dedicata al noto studioso, sostenitore del nucleare, che spiega agli Italiani le ragioni per cui non devono temere le centrali sul proprio territorio.
Dove il popolare oncologo si supera è nell’affermare che in caso di incidente nucleare le radiazioni possono sterminare la vita per migliaia di chilometri (cosa della quale non dubitava nessuno) e quindi tanto vale costruirle anche sul territorio italiano… perché sarebbe davvero sciocco morire per radiazioni francesi o tedesche quando in Italia sappiamo sicuramente morire anche con le nostre che non sono da meno. Anzi, se rischiamo di morire per le radiazioni francesi, tanto vale costruire le nostre centrali capaci di sparare radiazioni anche oltre i confini, perché sarebbe un peccato che in caso di incidente crepassimo solo noi senza portarci via anche qualche transalpino!
Il Parlamento italiano approva, naturalmente, perché i rapporti con la Francia sono recentemente peggiorati da quando Carla Bruni ha rifiutato le avances di Berlusconi, il che ha costituito uno sgarbo diplomatico prontamente esecrato dai politici riuniti in seduta comune. Così il Parlamento decide di installare centrali nucleari antifrancesi collocate nei luoghi a maggior rischio sismico del territorio. Persuasi dall’ineccepibile saggezza di questa singolare corsa agli armamenti tra paesi limitrofi, si decide di costruire centrali sempre meno sicure. In Cina tagliano sui costi della sicurezza delle centrali e se scoppia una centrale cinese o una centrale francese costruita dai cinesi, succede che per noi, anche se siamo lontani, il rischio è identico. Quindi tanto vale che tagliamo anche noi i costi sulla sicurezza e risparmiamo.
Così viene appaltata la costruzione di una centrale sul suolo italiano proprio ai cinesi. Ma qualcosa va storto, perché il nocciolo della centrale si surriscalda quando un cuoco della mensa ci butta dentro dei residui di pollo alle mandorle. Il nocciolo della centrale digerisce tutto ma non è stato testato per il pollo alle mandorle e le radiazioni “e-ruttano” impazzite sterminando la vita nel nostro Paese e lasciando però intatto tutto ciò che non ha origine organica, come i capelli di Berlusconi e soprattutto le opere d’arte e lo storico patrimonio monumentale italico. Patrimonio che sopravviverà almeno finché la vita sul pianeta non rigenererà un nuovo ministero per i Beni culturali in grado di riprendere l’opera di demolizione.
Nel frattempo però le radiazioni italiane raggiungono la Francia, dove Umberto Veronesi era scappato al momento dell’incidente per dare una chance alla tesi dei suoi oppositori e vedere se era proprio vero che il rischio a distanza di migliaia di chilometri fosse uguale; peccato per i suoi oppositori in Italia, che nel frattempo sono stati radiati (= uccisi dalle radiazioni). Il film ha però un lieto fine: Veronesi aveva ragione, le radiazioni lo raggiungono e lo trasformano direttamente in una radiografia, peraltro ottenuta con decine di mesi di anticipo rispetto ai normali di attesa che occorrono presso una Asl italiana.
Un film da assolutamente da non perdere!
Felicità
"Vissero infelici perché costava meno" (Leo Longanesi)




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