Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

L’inviato speciale de lo Stivale Bucato a Teheran (bravo ragazzo fu!) è riuscito a incastrar… ehm incontrare il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che ha lasciato trapelare le sue lontane origini partenopee.
Ecco la trascrizione integrale dell’intervista*, tradotta in italiano.
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Ahmadinejad: Che?!? Intervistare me? Tu sei pazzo: tu mi hai ingannato, tu mi hai detto che dovevi darmi l’Oscar per il politico dell’anno! Grrrr [ringhiare di un cane]. Tu volevi estorcermi un’intervista con uno squallido espediente…
G: Su presidente non faccia così… la prego, solo un’intervistina. È un’occasione unica per farsi apprezzare anche in Occidente…
A: Grrrr [ringhiare di un cane]. E va bene… ma sappia che io non inizio nessuna intervista senza l’inno iraniano. Mano sul petto e silenzio!
[parte l’inno americano]
G: Ehm, ma questa musica… questo è l’inno degli Stati Uniti!
A: Come? Davvero? Che bastardi! Non gli bastava il petrolio, ora gli americani ci rubano anche le canzoni!
G: Ehm, lasciamo perdere. Dove eravamo rimasti? Ah sì… Ho il piacere di intervistare, in esclusiva per lo Stivale Bucato, Mr. Controversia: il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Iniziamo con una domandina facile facile, per sciogliere un po’ il ghiaccio. Per noi occidentali il nome Ah – ma – di – ne – jad è un po’ impronunciabile. Può spiegarci il suo significato?
A: Dunque. La mia bisnonna viveva “’n copp ‘o Vesuvio”. Io ho origini napoletane. Mia madre rispettava la tradizione della pizza cotta nel forno a legna. Poi mia madre emigrò in Iran in cerca di fortuna…
G: Ma questo è uno scoop: Ahmadinejad ha origini napoletane! E poi, com’è andata? Continui, continui…
A: Mia madre voleva chiamarmi Gennarino Esposito in Caracciolo. Ma quando andò all’anagrafe, trovò un uomo cattivissimo. C’era il suo ex fidanzato, che aveva lasciato perché si faceva la doccia ogni morto di Papa. E noi, come voi sapete, non abbiamo il Papa! Dunque: l’uomo cattivissimo voleva fare un dispetto a mamma e sul certificato scrisse: Mammata Ah ah Mammata è ‘na Gihad. In arabo: Mahmud Ahmadinejad!
G: Straordinario, incredibile. E ci racconti un po’ della sua infanzia, che bambino era Ahmadinejad? Era vivace? Qual era il suo gioco preferito?
A: Nascondino. Senza dubbio, mi piaceva giocare a nascondino…
[il presidente dell’Iran si alza, va dietro la poltrona e si nasconde]
A: Cucù… Bah!
G: Ma che cosa sta facendo? Non è un po’ cresciutello per questi giochini?
[poi Ahmadinejad si alza di scatto]
A: Cucù… Bush!
G: Lei è davvero un buontempone! Divertente, molto divertente. Ma andiamo avanti. Ci dica: come andava a scuola? Quale materia proprio non sopportava?
A: Geografia. Il mio professore mi metteva sempre due!
G: E come mai?
A: Vaneggiava: diceva che non sapevo disegnare la cartina geografica del Medio Oriente… si figuri… che assurdità!
G: Capisco. Ma senta, a proposito di cartine geografiche, ci può spiegare una volta per tutte che cosa intendeva quando auspicò la “cancellazione di Israele dalla mappa geografica”? A che si riferiva? Al “regime sionista” o allo Stato?
A: Ancora con questa storia! Mi dia una matita…
[Ahmadinejad disegna una cartina del Medio Oriente senza Israele e con un Iran gigantesco che fa quasi scomparire l’Iraq e gli altri Stati vicini]
A: E ora mi dica, lei nella mia cartina vede uno Stato, una città o anche un solo fiume che si chiama Israele?
G: No
A: E allora, mi dica: perché cazzo dovrei cancellare qualcosa che non esiste!?!
G: Lampante. Dunque, andiamo avanti… leggo sulla sua biografia ufficiale che all’università ha studiato ingegneria. Civile? Chimica? Elettronica?
A: Ingegneria delle forche. Deve sapere che mio padre era un fabbro e che fin da piccolissimo mi ha dato una rigida educazione… Se non impiccavo almeno cento peluche al giorno mi mandava a letto senza il bacio delle nostre danzatrici del ventre! Che infanzia difficile…
G: Capisco, ma restiamo in tema. A proposito di forche, il suo ex rivale iracheno, Saddam Hussein, è stato messo al patibolo. Che cosa ne pensa?
A: Uhm, ottima fattura. Non ho dubbi: ottima fattura!
G: Ma di che parla?
A: Lei mi ha chiesto che cosa ne penso del patibolo di Saddam… e io le ho dato una risposta tecnica, da esperto. Modello XY Extralusso n. 7, placcato in oro nero, prodotto dalla mia ditta, l’AmmazzBush Srl, e consegnato a Baghdad in perfetto orario. Confermo: ottima fattura… soddisfatti o rimborsati… provare per credere!
G: No no grazie, le credo sulla parola! Ora dobbiamo affrontare, però, alcuni temi scottanti…
A: Benissimo, sono quelli che preferisco!
G: Si dice che sia stato eletto presidente perché modello di integrità religiosa e per il suo semplice stile di vita. Ma si vocifera anche che ci siano stati alcuni brogli elettorali…
A: Brogli? Ma non mi faccia ridere! Noi siamo iraniani. Noi non trucchiamo gli exit pool. Noi non cancelliamo i voti fatti a matita… Noi abbiamo solo regolarmente eliminato mille candidati. Tutti corrotti e fanatici. Pretendevano addirittura di mettere il nome loro sulle schede nostre. Tutti corrotti, parola di scout.
G: Ma perché, anche in Iran ci sono gli scout?
A: No!
G: Lasciamo perdere. Passiamo ai diritti delle donne. Come giustifica il fatto che nel suo Paese avvengano ancora lapidazioni per adulterio?
A: Lapidazioni? Macchè! Ora le spiego: ogni settimana io e gli amici miei andiamo in riva al Mar Caspio. Preghiamo, scherziamo e… giochiamo allo sport nazionale iraniano: il lancio della pietra! Capita, ogni tanto, di sbagliare mira…
G: Ma allora perché le donne hanno l’obbligo di indossare il velo?
A: Beh, questa è una questione pratica. Le rivelo un segreto: il velo serve per nascondere le nostre vere centrali nucleari… certe bombe!
G: Ecco, a proposito di nucleare, il programma iraniano per l’arricchimento dell’uranio ha scatenato le reazioni di Stati Uniti, Europa e Nazioni Unite. Lei, però, ha sempre sostenuto che l’arricchimento ha esclusivamente scopi civili. Conferma?
A: Certo, civilissimi. Ora le spiego: alcuni parenti rimasti in Italia mi hanno invitato a Napoli per il capodanno del 2008. Io mi sto preparando per tempo, non posso mica presentarmi con bengalini e tric e trac! Farei una figuraccia…
G: Bene, grazie per la splendida intervista presidente. Da Teheran è tutto. Il prossimo appuntamento con le Fantainterviste de lo Stivale Bucato è fra due settimane con il presidente americano Bu…
A: Come?!? Intervistare Satana dopo di me? Tu mi vuoi fare incazzare! Tu sei pazzo, tu…
[“BANG!” si sente il rumore di un colpo di pistola]
*La Fantaintervista ad Ahmadinejad non vuole offendere l’Iran, gli iraniani, né tantomeno i fedeli musulmani. È un gioco satirico e non ha altre pretese: la redazione si augura semplicemente che possa risultare divertente per i lettori.
Monito
"Chi di foto colpisce, in carcere finisce"




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