Quindicinale satirico online • Anno IV, numero 10 (26 luglio 2010)
Silenzio. Continua il silenzio del Papi del Consiglio italiano di fronte alle 10 domande di Repubblica. Il silenzio è però ora diventato intollerabile. Così l’inviato speciale de lo Stivale Bucato l’ha rapito, ipnotizzato e costretto a rispondere.
Sottopostosi “docilmente” alla macchina della verità… il Papi del Consiglio ha posto una sola condizione: “Rispondo solo se interrogato da una professoressa, mi ricorda i bei tempi della scuola”. Per amore dell’informazione abbiamo scelto di assecondare il suo capriccio. Per dovere di cronaca aggiungiamo che la professoressa ha dovuto indossare abiti succinti…
PROFESSORESSA: Domanda 1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?
SILVIO: Mi consenta, cara maestra…
Professoressa, sono professoressa…
..di precisare che le minorenni di oggi saranno maggiorenni domani. O, al massimo, dopodomani. E poi, cribbio, non è lei che ci ha fatto studiare Goethe?
E che c’entra adesso Goethe?
Poiché il tempo non è una persona che potremo raggiungere sulla strada quando se ne sarà andata, onoriamolo con Letizia e allegrezza di spirito quando ci passa accanto! Vede, lo diceva perfino Goethe!
Vabbè, andiamo avanti. Domanda 2. Qual è la ragione che l’ha costretta a non dire la verità per due mesi fornendo quattro versioni diverse per la conoscenza di Noemi prima di fare due tardive ammissioni?
Mi consenta, cara bidella…
Professoressa, sono professoressa…
..di citare la saggezza popolare: “Meglio tardivo che mai”. E poi, cribbio, due negazioni si annullano… quindi se la prima volta non ho detto la verità e poi ho contraddetto la mia non verità… è elementare che… ho detto la verità! Chiaro, no?
Uhm, c’è qualcosa che non mi torna. Passiamo alla domanda 3. Non trova grave, per la democrazia italiana e per la sua leadership, che lei abbia ricompensato con candidature e promesse di responsabilità politiche le ragazze che la chiamano “papi”?
Mi consenta, cara immigrata…
Professoressa, sono professoressa…
..se la deve prendere con le ragazze che mi chiamano “papi”, non con me! Io le posso giurare su Emilio Fede che non mi chiamo mai e che non mi sono mai chiamato in vita mia… mi hanno sempre chiamato gli altri!
Andiamo alla domanda 4 che è meglio. Lei si è intrattenuto con una prostituta la notte del 4 novembre 2008 e sono decine le “squillo” che, secondo le indagini della magistratura, sono state condotte nelle sue residenze. Sapeva che fossero prostitute?
Mi consenta, cara badante…
Professoressa, sono professoressa…
..di esserne fiero. “Non c’è lavoro, non c’è lavoro”… ma cribbio… io do milioni, miliardi di posti di lavoro. Lo sanno tutti, d’altronde, che fare la prostituta è il lavoro più antico del mondo! E poi, mi consenta, come disse un mio santo antenato: “A chi non piace la patata scagli la prima pietra”.
Citazione discutibile. La prego, risponda alla domanda 5. È capitato che “voli di Stato”, senza la sua presenza a bordo, abbiano condotto nelle sue residenze le ospiti delle sue festicciole?
Mi consenta, cara velina…
Professoressa, sono professoressa…
..la risposta è fin troppo scontata. No aereo blu, no party!
Domanda 6. Può dirsi certo che le sue frequentazioni non abbiano compromesso gli affari di Stato? Può rassicurare il Paese e i nostri alleati che nessuna donna, sua ospite, abbia oggi in mano armi di ricatto che ridimensionano la sua autonomia politica, interna e internazionale?
Mi consenta, cara iettatrice…
Professoressa, sono professoressa…
..la ringrazio, gli affari vanno a gonfie vele! Per quanto riguarda lo Stato, cribbio, è stato Stato finché è durato, ora è trapaStato… questione di grammatica! Ma non si preoccupi dell’autonomia, eh! Quisquilie, quisquilie… ridimensionarla ulteriormente è proprio impossibile, mi creda!
Le credo sulla parola… passiamo però alla domanda 7. Le sue condotte sono in contraddizione con le sue politiche: lei oggi potrebbe ancora partecipare al Family Day o firmare una legge che punisce il cliente di una prostituta?
Mi consenta, cara elettrice…
Professoressa, sono professoressa…
..se io facessi il Family Day, non basterebbe il Colosseo a contenere tutta la mia Family! E poi cribbio: l’unico motivo perché potrei punire il cliente di una prostituta è se ne sceglie una brutta!
Domanda 8. Lei ritiene di potersi ancora candidare alla presidenza della Repubblica?
Mi consenta, cara ministra…
Professoressa, sono professoressa…
..di chiarire che non ho intenzione di presiedere niente di rosso, tanto meno la Repubblica. O almeno non prima che abbiano trovato il milione di euro che mi devono come risarcimento danni… devo giusto ampliare Villa Cert’Orgia…
Vabbè, domanda 9. Lei ha parlato di un “progetto eversivo” che la minaccia. Può garantire di non aver usato né di voler usare intelligence e polizie contro testimoni, magistrati, giornalisti?
Mi consenta, cara Jessica Rabbit…
Professoressa, sono professoressa…
..ma questo non posso proprio garantirglielo.
E perché?
Userò ogni mezzo in mio possesso per evitare l’eversione… assenze ingiustificate, firme false, cagotto da ricrescita… insomma: l’e-versione di latino non la posso tollerare!!!
Bene, siamo arrivati all’ultima domanda. La numero 10. Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?
Mi consenta, cara Maria De Filippi…
Professoressa, sono professoressa…
..di rassicurare tutto il mondo: insomma, scoppio di salute!
E magari! BOOM…
Cos’è stato questo scoppio, mi consenta, lei chi è? Io chi sono? Sono risorto? Cribbio, e che ci faccio con tutti questi capelli in testa? Voglio Noemi!!!
Come? Lo Stivale Bucato? Ora ricordo… Se per le 10 domande ho chiesto un milione di euro, per le 10 risposte chiedo 100 milioni di danni… cribbio, lo Stivale in tribunale!!!
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