Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

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Guardia: Mi inchino a lei Zar di tutte le Russie, mio Signore Vladimir Vladimirovic Primo, detto “Putin il democratico”. Abbiamo trovato un intruso. Si nascondeva nella cucina del Cremlino. Dice di essere italiano.
Putin: Ah, dunque tu essere piccola cacchina mafiosa! Sei amico di Silvio?
Giornalista: Ehm, no…
P: Lavori per Mediaset, Mondadori, Il Giornale, il Milan… Rai?
G: Ehm, no…
P: Voti per Silvio?
G: Ehm, veramente no…
P: Allora non solo essere cacchina, ma anche comunista! Guardie, buttatelo nel fosso delle spie…
G: Signor Zar di tutte le Russie, pietà! La prego, la scongiuro. È vero, avevo fame e mi sono intrufolato nel Cremino… ma ho visto che non avete neanche un grammo di cioccolato! Non sono una spia. Sono solo un giornalista…
P: Giornalaio il Caucaso! Zitto! Io, modestamente, di spie me ne intendo. E so come riconoscerle… Sei italiano e dunque… vai in CUCINA! Se mi prepari qualcosa di buono… non ti uccido!
G: Ok ok. Cucino tutto quello che vuole! Qual è il suo piatto preferito?
P: Ma allora sei proprio ignorante! Pasta e Cec… e Ceceni, ovviamente! Cottura al dente… Ormai lo sanno tutti, c’è anche la pubblicità…
G: Mi scusi, ma io guardo poco la tv…
P: “Mangia pasta Cecectivia e regoli l’intestino. Soddisfatti o rimborsati”. È il piatto nazionale russo. Ogni giorno ne distribuiamo una razione gratis in tutto il Paese. È grazie alla Pasta Cecectivia se abbiamo la più grande riserva mondiale di gas… GAZ PROM, GAZ PROM PROM PATAPROM!
G: Capisco… Ma senta, visto che ci siamo non è che potrei… vorrei, ehm, intervistarla…
P: Ah ah ah ah! Per tutti i colbacchi… che simpatico mafiosetto! E sentiamo, che cosa vorresti sapere?
P: E che Kasparov! Anche tu con questa storia… Ma Silvio non aveva già chiarito che è stata una montatura dei giornali comunisti?
G: Ecco, proprio di Kasparov volevo sapere… I suoi… come si chiamano… i suoi “Omon”…
P: Oh! Ma te sei scemo! Omon lo vai a dire a tua sorella [accento veneto]! Capisci ora perché non voglio la democrazia? Dici in giro che sei un “democratico” e subito pensano che lo dai a tutti, maschi e femmine… Ma stai fuori!
G: Ma no, che cosa ha capito! Parlavo degli “Omon”, i corpi speciali della polizia russa… che hanno arrestato, tra gli altri, il famoso campione di scacchi!
P: È una bugia! Quello era un debito di gioco!
G: Gioco? Di che parla?
P: Il mio vecchio amico Kasparov era venuto a trovarmi e mi aveva chiesto: “Vuoi fare una partita?”. Io gli avevo risposto: “Sì, certo. Ma non a scacchi. Scegli: roulette, russa ovviamente, o Monopoli”.
G: E poi? Racconti, com’è andata?
P: Lui ha scelto Monopoli. Purtroppo aveva le mani legate dietro la schiena… io mi sono offerto di tirare i dadi per lui… e casualmente è finito in prigione per 10 turni! Ecco perché l’abbiamo arrestato… doveva pagare pegno!
G: Ah, capisco. Senta, avrei qualche altra curiosità. Lei è stato accusato di essere il mandante dell’assassino della giornalista Anna Politkovskaja, uccisa ad ottobre nell'ascensore del suo palazzo a Mosca. Come si difende?
P: Io non c’entro niente!
G: E lo può dimostrare?
P: Certamente. Anna è stata uccisa il 7 ottobre. Io sono nato il 7 ottobre e quel giorno stavo festeggiando il mio 54esimo compleanno! Ogni anno ricevo tanti regali, da tutto il mondo… sarà stato un omaggio di qualche ammiratore segreto!
G: Senta, e la sua amicizia con Berlusconi? È vero che durante l’ultima visita dell’ex premier italiano in Russia lei gli ha detto: “Ecco avevo il problema del mio successore: il mio successore potresti essere tu!”.
P: Certo. Tutto vero. È un peccato che Silvio non abbia ancora preso la cittadinanza russa. Insieme avremmo fatto tanto… tanto denaro! Lo schieramento politico si sarebbe chiamato “Polonio delle libertà” e poi avremmo ingaggiato Fiorelloski… per condurre una trasmissione in diretta 24 ore su 24 su “Radio Polonio”, frequenza 210 e muori.
G: A proposito di Polonio. Lei è stato accusato di essere il mandante dell’omicidio dell’agente segreto dissidente Litvinenko…
P: E io che c’entro? Avrà mangiato una scaramella di troppo! Ne andava ghiotto…
G: Senta, cambiamo argomento. In Italia si tramanda la leggenda delle sue presunte origini vicentine. Nella provincia della città veneta sono state trovate tre persone col cognome Putin…
P: Òstrega, mi avete desquèrto [inizia a parlare con accento veneto], il mio popà era di Vicensa. Aveva l’abitudine di andare a dònace, in vicentino “andare a pùtin!”… proprio così è nata la nostra gloriosa stirpe!
G: Una stirpe che, però, dovrebbe interrompersi fra pochi mesi… A marzo 2008, infatti, scadrà il suo secondo mandato presidenziale e non potrà più ricandidarsi…
P: Quisquilie! Basterà cambiare…
G: La Costituzione?
P: Ma no, cacchina maligna! Devi sapere che il mio motto, fin dai gloriosi tempi del KGB, è: “Camuffo ergo sum”. Mi basterà andare dal chirurgo e cambiare identità: da Putin diventerò Putinia! Potrò candidarmi e darò anche prova al mondo intero della mia democraticità: io, il grande Zar, cedo lo scettro a una donna!
G: Ma non è legale… non si può fare…
P: Qui decido io che cosa è e che cosa non è legale. Lo vuoi capire? Osi contraddirmi?
G: No, solo che è… non si può… è un imbroglio!
P: Cacchina, mi stai innervosendo. Sono cintura nera di judo… mettiti in guardia…
G: Ma no, si calmi… io sono per la non violenza!
P: Non violenza il Caucaso! Sei proprio un comunista!
G: Ma poi, mi spiega perché ce l’ha tanto con i comunisti? In fondo la Russia è il comunismo…
P: Che cosa vai farneticando? Il comunismo non fa soldi. L’ho privatizzato ormai anni fa e svenduto in comode rate a Cina, Castro e Diliberto… e ora in guardia cacchina…
G: Aiutoooo sono un giornalista!
P: BANZAI!
Capelli
"L'unica cosa che arresta la caduta dei capelli è il pavimento" (Maurizio Costanzo)




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