Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

La misura è colma


il male thumb La misura è colma

La copertina del Male

Quale giornale in Italia pubblicherebbe oggi in copertina l’immagine di un vaso da notte, stracolmo di merda, con sopra le facce di Berlusconi, Fini, Bersani e Di Pietro? NESSUNO. La risposta è solo una: nessun giornale ne avrebbe il coraggio. Eppure oggi – smetta di leggere chi non è d’accordo – la misura è davvero colma, con una situazione politico-civile divenuta insostenibile.

Così come la misura era colma nell’Italia degli anni Settanta, nel pieno dei terribili anni di piombo. Lì, però, qualcuno tirò fuori le palle e mise in piazza la merda. È il febbraio 1978 quando esce il primo numero del Male: la copertina disegnata da Pino Zac è un vecchio vaso da notte pieno di cacca fumante, decorato con le facce di Berlinguer, Andreotti, La Malfa e Craxi. La scritta non lascia scampo: “La misura è colma”.

Il Male nasce nella maniera più estremista possibile, con una satira spietata e senza scrupoli, che con antinomie anche volgari e pesanti non ha paura di sbeffeggiare nessuno. Un esempio? Il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse sequestrano Aldo Moro e il Male pubblica un poster del leader Dc trasandato e avvilito, con un fumetto che gli esce dalla bocca: “Scusate, abitualmente vesto Marzotto”. E ancora, un fotomontaggio dove Moro è accanto a un lavello, sommerso dalle stoviglie e dice: “Speriamo che la P.S. – Polizia di Stato – arrivi presto. Qui mi fanno sempre lavare i piatti”. Insofferenti, nella rappresentazione del foglio satirico, anche i brigatisti: “Se ricomincia a parlare delle convergenze parallele vado di là e l’ammazzo”.

male moro thumb La misura è colma

Il Male e Aldo Moro

Il Male non ha peli sulla lingua. A sancire il successo del giornale satirico è l’uso sistematico e dirompente dei “falsi”, dai quali prende spunto anche una fortunata rubrica de lo Stivale Bucato. Si tratta di false prime pagine dei quotidiani, una sorta di parodia dei giornali più noti.

Alcuni falsi diventeranno celebri, colpendo nel segno e portando il giornale a tirature record, superiori alle 150 mila copie. La Repubblica: “Lo Stato si è estinto”. Il Corriere dello Sport: “Annullati i mondiali! Tutti drogati gli olandesi nella partita contro gli azzurri. Antognoni si masturbò prima dell’incontro”. Paese Sera: “Tognazzi capo delle Br”.

Fanno di continuo notizia le bizzarre iniziative dei giovani redattori del giornale che, ad esempio, scendono in piazza per vendere a San Pietro l’acqua della piscina del Papa, inaugurano al Pincio un busto di Andreotti, organizzano happening sacrileghi travestendosi da vescovi e cardinali e inviano al congresso del Psi un redattore vestito da “Bettino Crazzo”.

Il Male è nato da un’idea di Pino Zac ed era animato da grandi autori, come l’architetto Vincenzo Gallo detto Vincino, Vincenzo Sparagna, Jacopo Fo (in arte Giovanni Karen), Angese, Andrea Pazienza e tanti altri. Oggi l’Italia avrebbe bisogno di un po’ di Male, per gridare senza paura che “la misura è colma”.




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