Quindicinale satirico online   •   Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

 

La satira di Mangosi viaggia sul Web


roberto mangosi thumb La satira di Mangosi viaggia sul Web

Roberto Mangosi

Avete mai provato a fare sesso cambiando una lampadina? No? Molto male, è un modo sicuro per accendere la passione. La famosa “posizione della lampadina” è, infatti, una delle 50 nuove mosse top per fare sesso-pazzo. Parola di Roberto Mangosi, disegnatore e vignettista di successo, autore del fortunato manualetto “Crazy Kamasutra”, la cui seconda edizione sarà pubblicata fra pochi mesi in Italia e Portogallo. Lo Stivale Bucato ha intervistato in esclusiva Mangosi, uno dei grandi della satira italiana, collaboratore di Linus, Playboy, il Male, la Settimana Enigmistica, il Giornale d’Italia, ma anche autore televisivo e papà delle irresistibili cartoline virtuali di ohmygodness.com.

Roberto, che cosa è per te la satira?
La satira è prima di tutto un modo di vivere, di vedere le cose. Anche nella vita di tutti i giorni si fa satira. La mente, però, deve essere predisposta alla critica, si deve aver voglia di mettere in discussione ciò che viene imposto dall’alto. La satira, infatti, è di per sé contro il potere, contro la parte oppressiva del potere.

Satira o umorismo?
Si parte da una visione umoristica della vita e si arriva a una fase di ribellione. Qualche tempo fa Ro Marcenaro, famoso disegnatore e vignettista emiliano, mi ha detto che la satira è un umorismo incazzato. Penso che, almeno in parte, sia vero: la satira si rivolge e nasce dall’insoddisfazione, dalla voglia di cambiare qualcosa che si ritiene sbagliato.

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Divorzio Fini-Berlusconi

La tua satira ha uno scopo, un obiettivo?
Il mio scopo è di far vedere e mettere sotto gli occhi di tutti le storture e gli aspetti negativi della società, per migliorare il mondo in cui viviamo. La satira è una questione di principio.

Nel tuo blog personale, enteroclisma.blogspot.com, scrivi che ridere è una cosa seria…
Sì, ridere e fare satira è una cosa seria. Perché è difficile far ridere. Certo, poi ci sono tanti modi per far ridere… c’è lo stile un po’ pecoreccio del cinepanettone e ce n’è uno più raffinato di cui la satira dovrebbe essere portavoce.

Oggi in Italia c’è ancora spazio per la satira vera?
Oggi più che mai la satira è viva e alla portata di tutti. Sul web c’è una grande offerta di satira, c’è un mercato molto aperto. Stiamo vivendo un momento in cui si cerca di soffocare le idee, c’è un regime neanche troppo nascosto. La gente reagisce a questa chiusura con la satira… Certo, un problema a parte è poi la qualità complessiva di quest’offerta, non sempre a mio giudizio di primissimo ordine…

Ma questa satira di oggi è ancora in grado di “colpire” i potenti?
La satira fatta bene, quella che tra virgolette potremmo definire professionale, è assolutamente in grado di colpire il potente di turno. Altrimenti non si spiegherebbe tanto accanimento proprio contro la satira, un’arma contro i soprusi del potere. Si cerca ad esempio di limitare alcuni interventi su internet, di offuscare i video che potrebbero dare fastidio, mostrare gli scheletri nell’armadio…

Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale…
(ride) Sì, ma non è una logica legata strettamente a questo Governo, succedeva anche con la sinistra. Basta pensare al famoso caso della vignetta di Forattini su D’Alema. La satira dà fastidio a tutti, principalmente a chi ha la coscienza sporca.

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L’Italia e la nuvola islandese

Hai mai subito denunce, querele, intimidazioni?
No, la mia satira per quanto vada giù pesante, cerca di essere “delicata”, in modo che non sia possibile attaccarmi dal punto di vista legale. Alle critiche, invece, ci ho fatto il callo. Sono abituato. Anche se chi ha una certa idea è solitamente portato a leggere e seguire chi la pensa come lui…

Il tuo “Crazy Kamasutra” ha fatto il giro del web riscuotendo un grandissimo successo. Se oggi dovessi aggiungere una posizione…
Ho già realizzato 50 nuove posizioni. È infatti pronta la seconda edizione e dovrebbe essere pubblicata a breve, fra qualche mese, in Italia e Portogallo. Tra le posizioni nuove c’è quella della lampadina: lui tiene in braccio lei mentre avvita la lampadina…

Il tuo Berlusconi-Napoleone è diventato uno dei simboli di Dagospia… com’è nata l’idea?
Il disegno, che si chiama Berluscone, nasce per una mostra al Museo della Storia Naturale di Parigi ed è attualmente custodito negli archivi del Museo. Ho pensato a Berluscone perché Silvio si vede benissimo nel personaggio di Napoleone… è proprio l’immagine che ha voluto dare di sé: un personaggio che vince sempre e che sbaraglia tutti.

Napoleone è stato sempre ritratto con la mano destra nel panciotto, ma il tuo Berluscone quella mano ce l’ha un po’ più giù (ad altezza patta, ndr)…
Beh, sì, ognuno c’ha quello che si merita!

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Scandalo pedofilia nella Chiesa

C’è qualcuno a cui ti ispiri nelle tue vignette?
Sono cresciuto a pane e Jacovitti. Il mio umorismo è tipicamente jacovittiano… era l’unico autore che mi piaceva.

Andando all’attualità, che cosa pensi della vicenda Fini-Berlusconi?
Berlusconi cerca di instaurare una dittatura e ciò penso che sia assodato. Ultimamente Fini, invece, ha deciso di rappresentare maggiormente i valori democratici della Costituzione e il suo ruolo super partes. Non so se abbia “secondi Fini”, ma ultimamente ho apprezzato il suo modo di esporre le cose. Ovviamente Berlusconi è contro tutto quello che significa legalità…

E ciò ha portato allo scontro, ma come andrà a finire?
Fini in passato, per avere un posto al sole, ha accettato anche cose umilianti da parte di Berlusconi, è stato trattato come una vera pezza da piedi… ora credo che non sia disposto più a farlo.

Che cosa pensi, invece, della vicenda dei preti pedofili?
Sono da sempre anticlericale. Le ultime vicende confermano la mia pessima opinione dei preti e anche le manovre per oscurare tutto, per tenere il Papa lontano dalle sue responsabilità… la Chiesa è l’azienda più grande del mondo, con interessi miliardari e cerca di nascondere il più possibile.

Nelle tue vignette il più bersagliato è senz’altro Berlusconi. Come nasce la sua caricatura?
La mia caricatura di Berlusconi si è affinata nel tempo, è cresciuta molto. Beh, sì… è “cresciuta” soprattutto per via delle belle zeppe che gli disegno sotto le scarpe. Credo che lo rispecchi molto.

Quali progetti per il futuro?
Sto lavorando al progetto “Arte non seria”, per una pittura semi-seria alla Botero. È però un progetto ancora in embrione…




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