Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)

Quattro anni di satira sono un bel traguardo. Quattro anni sull’orlo di una crisi di satira. Quattro anni di satira in un Paese che, come suggerisce la vignetta di Romaniello, “sta con le pezze al culo da una vita”. Quattro anni di satira in un Paese dove la misura è colma. Un Paese dove anche la merda che ci sommerge può essere di destra o di sinistra, di sinistra democratica o di sinistra eco-democratica, senza dimenticare la sinistra libera-eco-democratica. A ben vedere la merda è – in un Paese che lascia nell’immondizia il lungomare più bello del mondo – l’unica cosa realmente differenziata.
Quattro anni di satira in uno Stivale Bucato che, nel bene e nel male, continuiamo ad amare. Festeggiamo i quattro anni de lo Stivale Bucato con alcuni versi dedicati all’Italia, a tutti i lettori, alla redazione, agli autori che negli anni hanno collaborato con noi, a chi ha sorriso almeno una volta leggendo la nostra rivista, a chi si è sentito preso in giro o irritato da una satira “fuori luogo”.
Noi, però, crediamo che la satira non sia mai fuori luogo. Che, anzi, abbia il compito di abbattere un muro invalicabile: ciò di cui non si può parlare. Perché la satira, è bene ricordarlo, è un diritto costituzionalmente riconosciuto, tutelato dall’articolo 21 della Costituzione Italiana, considerato dalla Corte Costituzionale una “pietra angolare dell’ordine democratico” (sent. 84/69). BUON COMPLEANNO STIVALE BUCATO!
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Questa Italia è uno Stivale Bucato,
dato via con i punti dell’ipermercato,
indossato da un uomo vecchio e arrapato,
calzato con prepotenza e nel pellame violentato,
finito al tappeto come in un match di pugilato,
gettato in un sacchetto di immondizia che non sarà mai ritirato.
Questa Italia è uno Stivale Bucato,
ma ogni buco, si sa, è fatto per essere tappato.
Ce lo insegna il Tappo del Consiglio che, di pisellino armato,
non c’è un buco che non abbia tappato.
Questa Italia è uno Stivale Bucato,
con il tacco 12 già spezzato,
ricco di storia e monumenti, ma ormai deturpato,
dagli stranieri poco o per niente considerato.
Questa Italia è uno Stivale Bucato,
ma non c’è buco, si sa, senza toppa,
ce lo spiega il Presidente della Poppa:
“La toppa sulla poppa, chi la paga se la ingroppa”.
Questa Italia è uno Stivale Bucato,
c’è una sola scarpa perché la sinistra ha litigato,
diviso in mille lacci… lo Stivale si è slacciato,
in una piccola pozza è tristemente inciampato.
Questa Italia è uno Stivale Bucato,
ma ogni buco, si sa, può essere riformato,
con un Lodo, un cavillo, una toppa breve,
lo scrive Silvio Onestoni, lo scrive sulla neve.
Se è vero come è vero che Bucato resterai,
che la testa a posto non metterai,
che in tanti guai, ora e sempre, ti caccerai…
è anche vero che in soffitta, Stivale Bucato, non ti metteremo mai.
Solletico
"Se vuoi che la vita ti sorrida, falle il solletico" (Anonimo)




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