Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
di EsCopo, premio Nobrut per i migliori racconti fiabeschi
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Che brutti tempi, non c’è più rispetto
per la fabbrica che tira fuori i sogni dal cassetto.
Di che si tratta? La notizia sembra strana
ma sono tutti contro “La principessa e la rana”.
La Walt Disney, che barzelletta,
per fare tutti contenti che architetta?
Una meravigliosa principessa nera,
bella, determinata e fiera,
tutta proiettata a far carriera.
Ma proprio per questa pensata
la Disney subito di razzismo è stata tacciata.
Tanto per cominciare
proprio il nome ha dovuto cambiare,
da Maddy, troppo simile a Mamy, è diventato Tiana,
ma è solo un caso che ricordi vagamente quello di Obama.
Ora nell’occhio del ciclone
è il principe, il solito bellone.
Per le associazioni antirazziali il fatto che non sia nero è un disastro,
e pensare che si erano scervellati per disegnarlo di colore olivastro!
Ma le critiche non scalfiscono la casa dei sogni che è da sempre avvezza
a ricevere accuse per ben altra nefandezza.
In realtà l’insinuazione è grave e pesante,
pare che in ogni cartone almeno un messaggio subliminale sia presente.
Sembra che nel Web adesso si diffonda
un vecchio cartone con Paperino che fa al nazismo propaganda.
La notizia ha fatto scandalo e clamore anche se, a dirla tutta,
a me pare che nel video il regime si sfotta…
Una cosa, però, è sicura, è certa:
c’è stato un “simpaticone” nello staff de “La Sirenetta”.
Già nella locandina si può notare che proprio in cima al regale palazzo
c’è una dorata guglia con la strana forma di un ca…
Forse ci sarà stato persino uno strano giochino,
ma nel film in una scena compaiono anche Pippo e Paperino.
Poi il lungometraggio termina col lieto fine che desta sempre grande emozione…
Forse sarà stato per questo che il celebrante ha un’erezione?
Chissà, forse la Disney sarà stata invidiosa di un grande successo e cioè quello
di Hans Christian Andersen e la sua “Principessa sul pisello”.
Cucina
"La prima volta che ho visto gli spaghetti, pensavo fossero una versione impegnativa dello shangai" (Alessandro Bergonzoni)




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