Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Il povero presidente Giorgio Napolitano, provato nuovamente per le decisioni di Governo, esprime la sua rabbia in versi poetici
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Sempre caro mi fu questo Quirinale sul colle,
E non questo Brancher, che da tanta parte
De legittimo impedimento la legge esclude.
Ma sedendo e mirando il ministero del Decentramento
di là da quella, e sovrumane
inchieste, e profondissimo inganno
Io nel pensier mi incazzo, ove per poco
Il PDL non si spaura. E come il vento
Odo stormir La Lega e La Russa
Infinito schiamazzo a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’affanno,
E le morte prescrizioni, e la presente costituzione
E viva, e ‘l suon di lei. Così tra questa
Infinità di imbrogli s’annega il pensier mio:
E l’altolà che impongo
m’è dolce in questo Losco Affare
Firmato (e leggermente incazzato) GIORGIO NAPOLITANO
Animalisti convinti
"Pitbull che abbaia verrà presto soppresso"




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