Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Si, proprio io. Sono stato rapito da un’astronave aliena. Lo so difficile a dirsi e a credersi, ma è andata così. Ero ancora addormentato nel mio letto quando “l’alba è esplosa come una finestra colpita da un mattone d’oro” per usare le parole del mio scrittore preferito, Kilgore Trout.
Improvvisamente i mobili della mia stanza hanno cominciato a muoversi in un fragore assordante e sopra la mia testa si è materializzato un immenso aspirapolvere. In circostanze normali avrei pensato che era mia moglie. Ma mia moglie era fuggita da una settimana con un fachiro del circo Medrano e dal momento che un fachiro professionista resiste con mia moglie almeno un mese lei non poteva essere già tornata. Così, alzando lo sguardo verso il cielo, ho capito che l’aspirapolvere era in realtà la protuberanza di un’immensa astronave aliena e mi sono tranquillizzato. Il fachiro teneva duro.
In quell’istante però l’aspirapolvere è entrato in funzione e sono stato risucchiato al suo interno. Dovete sapere che il mio appartamento si affaccia su un canale, il noto Po di Volano, noto perché tutte le estati ospita il più famoso rave party di zanzare che si sia mai visto. L’aspirapolvere ha cominciato a risucchiare un po’ di tutto, e così, insieme a me, è venuta su anche una nutria che, causa la secca, era rimasta insabbiata.
Insieme a me e alla nutria, che chiamerò Condoleeza, c’è un altro compagno di sventura: si tratta di uno zanzarone di due chili, che chiamerò RH positivo, perché ha preso la specializzazione nel mio gruppo sanguigno. Sul Po di Volano le zanzare sono un gradino oltre nella scala evolutiva. Il vortice che mi ha risucchiato dalla finestra della mia casa ha trascinato via anche un libro tascabile del mio autore preferito che è Kilgore Trout, e che tengo sempre con me, e anche un pallone da basket che tengo sempre in braccio nelle sere tempestose finché uno dei due non si addormenta.
Io, insieme alla nutria Condoleeza, al mio pallone da basket e a RH Positivo, lo zanzarone che non vola più di un tacchino servito al pranzo di Natale, siamo reclusi nella stiva di un astro-cargo interstellare che batte bandiera nemesiana. Si è affacciato un nemesiano alla porta della nostra cella. Condoleeza ha sfoderato il suo migliore sorriso di benvenuto e il nemesiano è svenuto.
Abbiamo scoperto poi che i nemesiani non svengono nel senso in cui lo intendiamo noi. Cioè da loro svenire è un’usanza di cortesia, quando si presentano a degli estranei. Sul pianeta Nemesis, quando due persone si conoscono per la prima volta, è buona educazione svenire, così in segno di rispetto. Condoleeza ha proposto di rispondere alla cortesia addentando il nostro carceriere alla gola. Condoleeza dice che mordere alla gola facilita le relazioni diplomatiche e serve a preservare la pace. Per fortuna i nemesiani hanno sul collo una piastra riflettente e Condoleeza, avvicinandosi minacciosa al collo del nemesiano, ha visto l’immagine riflessa dei suoi due incisivi scoperchiati a cielo aperto ed è svenuta anche lei. Cosa che è stata apprezzata dall’intero equipaggio nemesiano.
Questo fatto ha salvato le relazioni diplomatiche. Per ora. E, come direbbe il comandante Kirk di Star Trek: “Avanti verso nuove avventure!”.
Cucina
"La prima volta che ho visto gli spaghetti, pensavo fossero una versione impegnativa dello shangai" (Alessandro Bergonzoni)




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