Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Leggi la seconda puntata di “Comicodissea nello Spazio”
L’astronave aliena che mi ha rapito insieme al mio pallone da basket Wilson II, alla nutria Condoleeza e allo zanzarone mutante che dice di chiamarsi RH Positivo è popolata da strane forme di vita aliene.
Ieri all’improvviso nella nostra cella è entrata una creatura che i miei compagni di prigionia hanno identificato come il medico di bordo. Siccome sono un dipendente pubblico e da qualche giorno non mi vedono al lavoro ho pensato che Brunetta mi avesse mandato la visita fiscale. Questo almeno finchè il medico presunto non ha sfoderato una siringa, dal che abbiamo pensato che avesse altri propositi.
Il medico presunto aveva uno strano animale parassita avvinghiato sulla sua groppa, che alle prime mi era sembrato uno zainetto. Il medico alieno ci ha chiesto se noi terrestri avevamo un organismo a circolazione sanguigna. Insomma avrebbe dovuto saperlo, essendo uno medico interplanetario, ma ci ha spiegato che ai detenuti come noi mandano solo i laureandi per fare esperienza. Insomma se glielo dicevamo, bene, se no lui chiedeva al suo tutor Cepu e dicendo questo ci ha indicato il parassita appollaiato sulle sue spalle. Ecco mi pareva.
La nutria Condoleeza e lo zanzarone RH positivo hanno detto subito che non volevano essere visitati da quel medico, volevano un veterinario e quasi quasi, anche io. Il mio pallone Wilson II, invece, ha chiesto di essere visitato da un gommista. Ma l’alieno non era venuto per visitarci.
Il quasi medico alieno ci ha chiesto nuovamente se noi terrestri avevamo sangue nelle vene e questo perché le specie viventi più evolute in tutto l’universo avevano da tempo eliminato completamente il sangue. Ok, non so come facciano a vivere senza sangue, ma pare che le vene se le sfilino e ci facciano cannucce per succhiare il frappè.
Ho spiegato alla creatura aliena che i terrestri hanno sangue nel loro organismo e non occorreva aver studiato, bastava aver visto un film di Quentin Tarantino.
Il tutor Cepu ha tirato le orecchie del “quasi medico” alieno in segno di rimprovero. Ha ricordato al suo allievo che se avesse seguito la lezione sui pianeti arretrati saprebbe che i terrestri appartengono alle specie definite “sanguinarie”, che significa dotate di sangue nelle tubature interne, ma propensi a spargere fuori dai loro simili il medesimo sangue. Gli ha ricordato che noi terrestri eravamo noti per essere la specie più sanguinaria dell’universo per il numero incalcolabile di guerre scatenate nel nostro pianeta, delle quali due addirittura mondiali. Nell’universo le guerre mondiali erano ancora sconosciute. C’erano qua e là popoli che si combattevano, ma nessuno conosceva ancora guerre dove erano invitati proprio tutti, come alle olimpiadi.
Così il “quasi medico” alieno ci ha chiesto alcuni particolari sulle caratteristiche del nostro sangue e si è rivolto al mio compagno di prigionia RH Positivo, la nostra zanzara mutante. Sentendo quelle domande sul sangue RH Positivo si è messo a fischiettare come se non sapesse nulla di sangue e derivati. A quel punto il “quasi medico” alieno si è avvicinato di più al mio alato compagno e, credo senza nessun intenzione minacciosa, si è acceso una delle singolari sigarette in uso sul loro pianeta, che sono verdi e a forma di spirale ed emettono un odore vagamente sulfureo.
Forse quella sigaretta aliena, per il colore verde e la forma a spirale, deve aver ricordato a RH Positivo uno zampirone, noto strumento di persuasione rapida nel mondo delle zanzare. RH Positivo ha ceduto di schianto e ha confessato che in effetti, si, noi terrestri avevamo sangue nelle vene e, forse per paura di non essere stato esauriente, ha corredato la risposta con una serie di particolari descrittivi, compreso il retrogusto e le qualità organolettiche, nascondendo una sospetta valigetta di strumenti da degustazione. Dalle parti in cui sono nato – nel Ferrarese – le zanzare come avrete ben capito si sono molto evolute.
Quindi l’alieno si è avvicinato a me con la sua enorme siringa per farmi il prelievo di un campione di sangue e da quel momento non ricordo più nulla.
Non ricordo più nulla di quello che è successo perché quando vedo una siringa svengo.
Se dietro la siringa c’è un’infermiera, è un conto, e in questo caso posso anche convincere il mio braccio a consegnarsi, ma qui, dietro la siringa, non c’era un infermiera; c’era -ahimè- un essere verde che vive in simbiosi con un parassita sulla schiena, per cui posso solo immaginare che il mio sangue si sia costituito spontaneamente: i miei globuli rossi, conoscendoli, saranno usciti in fila indiana con le mani alzate, sventolando i globuli bianchi in segno di resa.
Capelli
"L'unica cosa che arresta la caduta dei capelli è il pavimento" (Maurizio Costanzo)




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