Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Leggi la quarta puntata di “Comicodissea nello Spazio”
Cari concittadini terrestri, la mia prigionia su questa astronave aliena si arricchisce di sempre più inquietanti novità. Ieri ci ha fatto visita un alieno accompagnato da un tecnico che aveva il compito di studiare la nostra struttura organica. Trainava un oggetto che sembrava una fotocopiatrice e con lui c’era un altro alieno con la faccia da notaio. Lo zanzarone RH Positivo, mio compagno di sventura, che ha riconosciuto nella lingua degli alieni una variante del dialetto comacchiese, ha prontamente tradotto parola per parola.
Stando alla traduzione di RH positivo, gli alieni ci hanno informato che in forza di una recente legge dell’ordinamento galattico non possono sterminare una specie vivente se prima non l’hanno studiata a fondo e catalogata. Ho intuito che la specie vivente da sterminare deve essere la nostra, cari concittadini terrestri. In ogni caso – mi ha detto l’alieno per rassicurarvi – non andrete persi per sempre. Infatti un esemplare della specie da sopprimere deve sempre essere conservato negli archivi galattici in originale o in fotocopia autenticata. Ecco il perché del fotocopiatore e dell’alieno con la faccia da notaio.
Così sono stato fotocopiato fronte e retro e l’alieno con la faccia da notaio ha messo un bel timbro sulla fotocopia. Naturalmente non ho mancato di chiedere spiegazioni sulle ragioni della decisione di sopprimere la specie umana, essendo io intenzionato a fare il possibile – benché non ve lo meritiate – per ottenere che vi sia concessa una morte indolore. Mi hanno informato che pochi giorni fa c’è stato un G8 dei pianeti del sistema solare, e all’unanimità è stato deliberato che la vita sulla terra sia estinta con la procedura detta di “sigarizzazione”: la ragione è che la Terra è considerata in tutto l’universo conosciuto come un pianeta “canaglia”, perché possiede armi di distruzione di massa. E dite che non è vero.
Gli ho fatto notare che nel G8 del sistema solare – per correttezza – avrebbe dovuto essere rappresentato anche il nostro pianeta. L’alieno mi ha risposto che in effetti il nostro pianeta era rappresentato. Ha spiegato che quando fanno il G8 del sistema solare come rappresentante terrestre chiamano una formica. Non chiamano Obama, Berlusconi o simili, che nella loro graduatoria sono collocati appena sotto i macachi e i bradipi. Chiamano una formica. La massima espressione della vita sulla terra sono le formiche, lo sapevate?
Io ero incredulo, ma l’alieno mi ha chiesto: “Sapete almeno cosa è in grado di fare una formica?”. Non so, ho risposto, credo che sia in grado di partecipare a un G8, e anche di organizzarlo forse, e senza bisogno di affidarlo a Bertolaso come facciamo in Italia. Sul fatto che la formica sia la specie vivente più considerata del nostro pianeta – devo dire la verità – ci sono rimasto un po’ male; non tanto per me, quanto per la nutria Condoleeza e lo zanzarone RH Postiivo, che non l’hanno presa bene. Per non dire del mio pallone da basket Wilson II, che almeno per la perfezione della sua forma, sperava di ottenere maggior considerazione qui nello spazio cosmico.
Così è deciso, sarete sigarizzati. Sissignore, la sigarizzazione è considerato il sistema più umano (dove umano significa adeguato alla specie umana) per estinguere la vita del nostro pianeta, anche perché lo stiamo già affumicando da soli e questo semplifica il lavoro del sigarizzatore, che deve dare solo il colpetto finale.
Funziona così. Comparirà nel cielo terrestre un grosso sigaro a propulsione atomica, cioè il sigarizzatore di atmosfere. L’odore di sigaro estinguerà ogni forma di vita. L’odore poi scomparirà dopo un migliaio di anni, ma con un buon deodorante anche prima.
Si, già vi vedo, la terra sigarizzata, la catastrofe, poi arriva Bertolaso, dice che è tutto sotto controllo, appena il tempo per sparare cinque o sei appalti in affidamento diretto, e il giorno dopo non ci siete più. Come siete piccoli visti da quassù!
Religione
"Cristo è morto per gli uomini. Se fosse stato per le donne..." (Lino Giusti)




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