Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
Leggi la sesta puntata di “Comicodissea nello Spazio”
Il soggiorno forzato sull’astronave aliena che mi ha rapito riserva di continuo scoperte illuminanti. Sono arrivato a conoscere addirittura la vera ragione della deriva delle galassie. La deriva delle galassie non ha nulla a che vedere con il big bang, come invece credete ancora sulla terra. Ma andiamo con ordine.
Vi ho già riferito nelle puntate scorse la notizia che gli alieni avrebbero intenzione di sterminare a breve la specie umana. Siccome prima di sterminarvi avrebbero intenzione di fare un regolare processo hanno pensato di nominarvi un avvocato d’ufficio. Però visto che sono qui mi sono offerto di prendere io le vostre difese, anche se non ve lo meritate. Costo meno dell’avvocato Ghedini - state tranquilli – e di invocare la prescrizione sono capace anche io.
Per fare le cose per bene mi sono preparato un’arringa in difesa del nostro vecchio mondo. L’arringa recita così: “Signori della corte, in fondo gli umani non sono così cattivi e se togliamo il fatto che hanno il vizietto di sterminare ogni specie vivente del pianeta, ben oltre le necessità alimentari e infliggendo loro sofferenze di massa indicibili e per lo più inutili, se togliamo il fatto che affumicano il pianeta, lo spianano con l’asfalto sterminando ogni forma di vegetazione e quando gli rimane un po’ di tempo da tutte queste cose, per tenersi in allenamento, si massacrano l’uno con l’altro, ecco tolto questo non sono poi così malvagi. Insomma… e poi ci sarà la prescrizione, no?”.
A proposito di prescrizione, il pubblico ministero alieno, vi fa sapere che forse vi serve un collegio difensivo un po’ più esperto. Ci sono nell’universo avvocati di grande talento, come i Taormiani che vengono dal pianeta Tahor. Si tratta di una scuola di avvocati abilissimi a sfruttare alcuni paradossi della velocità della luce per accelerare il corso del tempo e far prescrivere il reato. Mi sa che uno di questi è già venuto a farvi visita, ma ora è affaccendato in altre cose.
Attenti però: mi informano che c’è un rischio a giocare con i paradossi del tempo. Se si esagera nell’accelerazione temporale l’imputato evita la pena, ma può risvegliarsi troppo in là con gli anni, in un ospizio, con l’Alzheimer e la dentiera nel bicchiere. E in genere non la prende bene. Se è più fortunato si risveglia incensurato in un palazzo di lusso con una capigliatura posticcia color catrame, un sorriso pietrificato, una farmacia di viagra in camera da letto, e una squadra di escort che lavorano con ardore per risollevare tutto quello che ancora si può. Una cosa tristissima anche questa.
Se capitasse al vostro pianeta di risvegliarsi improvvisamente vecchio decrepito? Io me lo vedo come un vecchio stronzo, pelato, con i polmoni pieni di nicotina, che scatarra e si piscia addosso, come del resto ha fatto per tutta la vita. Lo dico con affetto naturalmente. Ma forse non invecchierà, se la decisione di sterminarci verrà eseguita con procedimento d’urgenza.
Insomma io ci ho provato a difendervi. Ho chiesto anche se invece di sterminarci era possibile che si limitassero ad invaderci con una missione di pace, perché da noi va molto di moda come soluzione. Mi hanno chiesto naturalmente cos’era una missione di pace. Ho fatto del mio meglio per spiegarglielo: gli ho detto che sulla terra una missione di pace è un corso accelerato di democrazia a domicilio. Siccome la democrazia è difficile da insegnare e gli alunni sono dei testoni, si cerca di fargliela entrare in testa sparando missili intelligenti, spianando montagne con i bombardieri, cercando di colpire insomma un po’ tutto quello che si muove, ma siccome la mira non è un granchè a volte si colpisce anche quello che non si muove. Finché non si muove più niente. Poi si sbaracca tutto e si torna a casa da benefattori. Gli alieni sembrano però non avere afferrato il concetto.
La nutria Condoleeza per un attimo a sentire la frase “missione di pace” scoperchia gli incisivi scintillanti e sfodera il suo sguardo migliore da velociraptor. Capitela, per favore. L’alieno inquirente ha proseguito dicendo che da soli gli esseri umani hanno in corso più di 50 guerre, ma non riesce a tenere il conto aggiornato perché ogni giorno ne nasce una nuova da qualche parte. Sulla terra ci sono più guerre che nelle dieci galassie confinanti – aggiunge.
Non sapevo nulla delle galassie confinanti. Io che un po’ ho studiato, ma ogni tanto facevo anche merenda, gli dico che non so neanche con quali galassie confiniamo. L’alieno mi risponde che ormai noi terrestri non confiniamo con nessuno, semplicemente perché tutte le galassie, vista la nostra fama, tendono ad allontanarsi da noi a distanza di sicurezza. Ah ecco – dico io guardando Condoleeza – alla Nasa, invece, credono che le galassie si allontanino per colpa del “big bang”. E ci credono davvero, accidenti. E mentre dico “big bang”, i dentoni di Condoleeza scintillano.
Constatazioni
"Coraggio ce l'ho. È la paura che mi frega" (Antonio Albanese)




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