Quindicinale satirico online • Anno V, numero 17 (20 dicembre 2011)
“Il popolino non lo sa, ma quando passa ride tutta la città”. Pippo Silvio, nella bellissima canzone di Marcusdardi per lo Stivale Bucato, è “Trombolo”. Un furbetto basso basso che ha iniziato a governare per i suoi interessi personali, e che ora – tra veline e mossettine – l’Italia non si riesce più a scrollare dal groppone! Pippo Silvio vi ricorda qualcuno?
Era alto così, era furbo così, lo chiamavan Trombolo,
Si provò di ballar, cominciò a governar, fece un gran rimbombolo.
Ruzzolò di qua, ruzzolò di là come fa una palla,
Per destin fatal continuò a incassar ma rimase a galla.
Pei suoi piccoli piè, pel suo grande gilè lo chiamavan Trombolo,
e pensavano ahimè chissa cosa c’è sotto quel gilè!
Era ricco sì sì, era astuto sì sì, lo chiamavan Trombolo,
Cominciò a comperar, radio tele e giornal, guarda come gongolo.
Una attrice qua, una velina là, bianche rosse e gialle,
Na’ ministra qua, un’artista là caccia tante palle.
Coi suoi tanti lacchè, lo accusavano ahimè di interessi personal,
Ma lui invece embè fece tutto perché, solo per Trombar!
Ma il popolino non lo sa, ma quando passa ride tutta la città,
E le veline dalle vetrine, gli fan mille mossettine.
Ma lui con grande serietà, le tromba tutte fa un inchino e se ne va,
Si crede bello come un Apollo, ma il Paese è al tracollo.
Ma il popolino non lo sa, che tutto il Mondo crede che qui sia un carneval,
Lui è il più allegro, il più longevo, ma è infarcito del suo ego!
Tutto continua a peggiorar, in Sardinia si fa un gran gozzovigliar,
Tanto in Italia, non te li scolli, ci son sempre tanti polli!
Dubbio
"I genitori dei sette nani erano ubriachi quando hanno scelto i nomi per i figli?" (Fabio Fazio)




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